“Portiamo S.Rosa sul calendario”

“Portiamo S.Rosa sul calendario”

Se prendiamo un qualsiasi calendario possiamo costatare che alla data del 4 settembre non troviamo scritto il nome di Santa Rosa. Faperdue lancia un appello al vescovo e a Michelini per "rimediare".

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Ci ha scritto in redazione Giovanni Faperdue, noto per la sua passione verso la città di Viterbo. Abbiamo deciso di riprendere il suo appello, rivolto al vescovo Lino Fumagalli e al primo cittadino Leonardo Michelini, e rilanciarlo anche dal nostro giornale. La questione riguarda l’assenza di Santa Rosa alla data del 4 settembre dai calendari.

Il testo scritto da Faperdue

Anche quest’anno, consultando i nuovi calendari, i viterbesi hanno subito la solita delusione. Infatti, al quattro di settembre, come da prassi consolidata, non c’è S. Rosa ma c’è sempre S. Rosalia protettrice di Palermo. Addirittura il calendario di Frate Indovino, francescano per eccellenza, riporta S. Rosalia e poi, in caratteri più piccoli, addolcisce la pillola amara, citando S. Rosa protettrice di Viterbo. Chi non conosce la storia di S. Rosa non si spiega questa preferenza verso S. Rosalia. Il sottoscritto che ha compiuto una battaglia affinché sui calendari fosse dato spazio anche alla nostra patrona, dopo tante richieste presso le aziende tipografiche nazionali che preparano il format di tutti i calendari (che poi sono usati dalle tipografie locali), ha ricevuto una risposta che taglia le testa al toro: Santa Rosa non figura nel Martirologio Romano.

Ricordiamo che il Martirologio Romano è il libro ufficiale della Chiesa, dove sono registrati tutti i santi. S. Rosalia, alla fine del processo di canonizzazione, è stata iscritta nel Martirologio, S. Rosa alla fine dello stesso (voluto da Papa Innocenzo III) , non è stata mai iscritta. I  motivi della mancata trascrizione erano che il Comune e il Cenobio non avevano soldi. Ma c’è dell’altro, fino alla penultima edizione del Martirologio Romano, la nostra santa figurava alla data del 6 marzo e a quella del 4 settembre come: “La Beata  Rosa Vergine di Viterbo”. Poi nella ristampa del 2009, a cura della Cei, non sappiamo perché, essa è stata cancellata dal 4 settembre, e figura solo al 6 marzo (dies natalis).

Quando nel 2009 Benedetto XVI venne a Viterbo in visita pastorale, le suore del santuario presentarono una supplica scritta chiedendo il suo interessamento per l’iscrizione di S. Rosa nel Martirologio. In seguito, Padre Cristoforo Bove appartenente alla Congregazione dei Santi, ricevette l’incarico e dopo poco tempo, confidò ad un amico che la pratica poteva essere espletata in breve. Il religioso però si ammalò, fu ricoverato in ospedale e dopo poco tempo morì. Da quel giorno non si hanno più notizie in merito.

Adesso con il riconoscimento dell’Unesco a favore della processione dove si porta la Macchina di S. Rosa, ci vorrebbe che il Comune facesse finalmente qualcosa anche per S. Rosa. Per cominciare il nostro sindaco Leonardo Michelini potrebbe chiedere la collaborazione del vescovo Fumagalli per inoltrare una domanda alla Congregazione dei Santi, volta ad affidare la pratica che era di Padre Bove, ad un altro componente della stessa, affinché venga finalmente riconosciuta la dignità di Santa alla nostra Patrona, che è ancora appellata come la Beata Rosa Vergine da Viterbo. E poi visto che ci mettiamo le mani, sarebbe anche da ripristinare la data del 4 settembre, che nell’ultima edizione del Martirologio Romano, è stata eliminata senza alcun motivo.

Quando anche il Martirologio Romano riporterà finalmente la nostra patrona al quattro settembre con il titolo di santa, finalmente potremo avere la soddisfazione di vedere il suo nome nei calendari nazionali. Noi coltiviamo sempre questa speranza.