Polemica totem, “L’unico che usa parole a sproposito è Filippo Rossi”

Polemica totem, “L’unico che usa parole a sproposito è Filippo Rossi”

La storia di totem turistici in inglese tradotti in maniera molto criticata ha scatenato una marea di commenti, polemiche e interventi. Ve ne proponiamo uno che introduce nuovi elementi critici.

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Totem turistici in inglese nel ciclone delle polemiche, in queste ore diversi lettori ci hanno scritto per raccontarci il proprio punto di vista. Ne riproponiamo uno, arrivatoci in redazione in queste ultime ore, che ci sembra introdurre nuovi spunti. Ci è stato chiesto l’anonimato, che manterremo.

“C’è sempre un effetto un po’ ridicolo a tradurre i toponimi, però questo era richiesto, e le traduzioni sono perfettamente corrette.

Le lingue hanno molti modi di esprimere le sfumature, e il traduttore ha usato uno stile un filo desueto che può non piacere, ma che credo abbia scelto per rendere l’atmosfera medievale che hanno i nomi delle strade viterbesi anche in italiano.

Sarebbe poi a mio parere proprio sbagliato usare per Viterbo, come propongono i critici, town al posto di city. Viterbo è sede vescovile, capoluogo di provincia, dotata di mura, e di antica fondazione: si usa senza dubbio city.

In tutta questa storia l’unico che ha usato parole a sproposito è questo tal Filippo Rossi, che si esprime pubblicamente con “non me ne frega” e “figura di merda””.