Poggino, Papalini: “Sogno un quartiere nel quale le persone passeggiano, ordinato, con piante e fiori”

Poggino, Papalini: “Sogno un quartiere nel quale le persone passeggiano, ordinato, con piante e fiori”

Il responsabile della Cia Abbigliamento è uno degli ideatori della rete di imprese Carlo Papalini è stato ospite ieri pomeriggio dell’anteprima della nuova stagione radiofonica di Sbottonati che inizierà con regolarità nel prossimo mese di gennaio. Il tema, per una Radio che trasmette proprio da quel quartiere, è una priorità.

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Ottanta imprese in rete per promuovere il Parco commerciale del Poggino, Papalini: “Me lo immagino un quartiere con persone che passeggiano, ordinato, con piante e fiori”. Il responsabile della Cia Abbigliamento è uno degli ideatori della rete di imprese Carlo Papalini ed è stato ospite ieri pomeriggio dell’anteprima della nuova stagione radiofonica di Sbottonati che inizierà con regolarità nel prossimo mese di gennaio. Il tema, per una Radio che trasmette proprio da quel quartiere, è una priorità.

 

 

C’è uno scatto mentale che si invita a fare: il Poggino non è più industriale.

“Il Poggino in pratica non è mai stato una zona industriale, in realtà è commerciale da sempre. Poi bisogna dire che i viterbesi da sempre sono stati bravi a fare questo, a fare i commercianti”.

 

Avete messo insieme decine di aziende (qui), in quaranta fate già pubblicità insieme.

“Sì. In totale sono ottanta aziende che stanno aderendo alla rete. Questa è una zona nella quale c’è tanto da fare. Ci sono eccellenze, ci sono imprenditori bravi e anche parcheggi per i potenziali clienti. Vogliamo comunicare che qua ci sono servizi per la persona, per la casa, per le proprie macchine o per i camper. C’è tutto”.

 

Come nasce l’idea di mettersi insieme?

“Fare gruppo è il segreto dei popoli evoluti. Se c’è rancore e si fa la guerra non si cresce, se si è amici si risolvono i problemi”.

 

Cosa pensate di fare adesso?

“La rete ora non ha una veste giuridica, però ci sono leggi che favoriscono i raggruppamenti. I contratti di rete fanno si che gli imprenditori possano raggiungere insieme economie di scala, partecipare a bandi, chiedere finanziamenti e interagire con la Comunità europea. Ci sono vantaggi concreti. Se continua così, il futuro è creare ciò. Ci sono tanti esempi in Italia di distretti di imprese che si sono messe insieme”.

 

Insieme per fare cosa?
“Si possono fare showroom e partecipare a fiere all’estero. Per qualsiasi cosa i costi per le singole aziende possono essere troppo alti, invece mettendosi insieme no. In questo modo si promuove anche il territorio, perché se si va all’estero insieme si dà l’idea che ci sia anche un distretto e un territorio”.

 

Cosa sceglieresti come regalo di Natale dall’amministrazione comunale?

“Credo che il pacco sia in preparazione. La legge per la riqualificazione delle periferie ha premiato il progetto del Comune di Viterbo e dovrebbe aver ricevuto dei finanziamenti per 3 o 4 milioni di euro per Santa Barbara e il Poggino. Dovrebbero arrivare interventi sulle piste ciclabili, la sicurezza stradale e la cartellonistica”.

 

Come si immagina il Poggino tra 5 anni?
“Me lo immagino con persone che passeggiano, ordinato, con piante e fiori. Vivere qui in un contesto piacevole e decoroso. Perché il decoro rappresenta la nostra vita, se è decorosa è più bello viverla”.

 

Si fatica tanto a diffondere questa immagine di una città vincente, perché secondo lei?

“Le eccellenze sembra che non facciano notizia, in questa vita fanno notizia solo le disgrazie. Il buono è sempre una notizia di serie B, ho questa impressione. Eppure ci sono tante eccellenze in questo territorio, in tutti i settori, e il giorno che il mondo si accorgerà di Viterbo verrà tanta gente. Ci sono cittadine che non sono all’altezza di Viterbo che hanno il quadruplo delle presenze turistiche”.

 

Come è nata l’idea di mettervi in rete?

“Grazie a Whatsapp. Sto in tanti gruppi tutto sommato inutili e così ho pensato di fare un gruppo con gli imprenditori della zona. È nato per segnalare i pericoli e ora invece stiamo facendo cose insieme. Abbiamo anche una pagina Facebook comune nella quale ognuno può promuovere le proprie attività. Vogliamo dare visibilità alla zona e farlo insieme è meglio che farlo da soli e l’obiettivo alla fine è quello di migliorare l’economia del territorio”.

 

C’è tanto ottimismo, nonostante i tanti problemi del quartiere..

“Per me un problema è una sfida ed è il problema che deve avere problemi con me. I problemi ci sono quando non li si combatte”.

 

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