Pirozzi, dietrofront dalla corsa per la Regione. Ipotesi porte “spalancate” per il Senato

Pirozzi, dietrofront dalla corsa per la Regione. Ipotesi porte “spalancate” per il Senato

Poteva essere l'uomo capace di rappresentare una rottura degli schemi e invece pare proprio che il riscaldamento di Sergio Pirozzi per la partita della Pisana termini qui. Il Messaggero riporta oggi queste sue parole: "Non sarò io a far vincere Zingaretti: la mia storia non me lo permette".

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di Roberto Pomi

Poteva essere l’uomo capace di rappresentare una rottura degli schemi e invece pare proprio che il riscaldamento di Sergio Pirozzi per la partita della Pisana termini qui. Il Messaggero riporta oggi queste sue parole: “Non sarò io a far vincere Zingaretti: la mia storia non me lo permette”.

E quindi il sindaco di Amatrice non tenterà la corsa a presidente della Regione Lazio se su di lui non convergeranno i partiti di centrodestra, o meglio se non ci sarà unità e verrà messo sul tavolo un candidato di centrodestra diverso da lui.

L’evoluzione del quadro viene individuata dagli esperti nei confronti tra le forze di centrodestra sulle regionali. Pirozzi aveva dalla sua un appoggio dei leghisti di Salvini, mentre non erano mai stati al suo fianco i forzisti e anche FdI aveva finito per defilarsi. Ma negli accordi tra alleati la Lega ha incassato in queste ore la candidatura unitaria in Friuli Venezia Giulia su Massimiliano Fedriga. Fratelli d’Italia la loro soddisfazione se la sono presa già in Sicilia con Musumeci e ora nel Lazio sembrerebbe toccare a un azzurro.

Il nome più quotato sembra rimanere quello di Maurizio Gasparri, mentre si eclissa definitivamente il nome di Paolo Liguori. Per Pirozzi invece dovrebbero, questo dicono gli ultimi rumors romani, spalancarsi le porte del Parlamento. Ala Senato, probabilmente con Salvini.