Pino Loddo, 44 volte capofacchino

Pino Loddo, 44 volte capofacchino

Questa settimana Pino Loddo, un simbolo della tradizione di Santa Rosa, è stato eletto capofacchino per la 44esima volta. Un applauso ha sancito il fatto, con lui emozionato e placido come sempre. Auguri e in bocca al lupo.

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L’impegno nel campo polveroso delle scuole del Pilastro, ogni estate. Il dialogo e l’esempio per i giovani facchini di Rosa, che ogni fine agosto fanno rivivere la tradizione viterbese, trasportando sulle proprie spalle la Macchina del quartiere, che alla fine è diventata la Macchina della città. Tutto questo in un applauso, quello che ha eletto Pino Loddo capofacchino della Minimacchina di Santa Rosa per la 44esima volta.

Uomo concreto e schietto, Pino, come il figlio Angelo, presidente del Comitato Festeggiamenti. Rappresentano il motore dei festeggiamenti di questo pezzo di Viterbo, che è il quartiere Pilastro.

“Guidare e affrontare il trasporto della Macchina di Santa Rosa del quartiere, vicino a giovani facchini forti e volenterosi, è sempre un’emozione unica. Ogni anno doniamo non solo al nostro quartiere, ma all’intera città e alla nostra giovane Santa, un giorno indimenticabile fatto di quell’atmosfera che Viterbo rivive tra le sue strade il giorno del 3 settembre”, le sue parole subito dopo l’elezione.

Li abbiamo visti diverse volte quei ragazzi allenarsi tra la polvere, imparare a rispettare i comandi, a stare vicino l’uno all’altro. Per ottenere il risultato, per vincere la fatica. E se la Macchina di Santa Rosa può essere considerata una metafora di come la vita andrebbe affrontata, la fucina del Pilastro è sicuramente una gran bella palestra. Con Pino a guidare tutti, pronto a consigliere, a riprendere e infine ad abbracciare tutti.