Piccole Note – Suonata per Beppe Fioroni e Selvaggia Lucarelli

Piccole Note – Suonata per Beppe Fioroni e Selvaggia Lucarelli

Lutor suona le sue Piccole Note e regala a La Fune qualche spunto di riflessione su quanto sta accadendo in questi giorni in terra di Tuscia.

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di Lutor

DOpotutto non è vero che il nostro Peppe Fioroni romperà le scatole a tempo pieno. Avete letto quanto ha
dichiarato? “Professore universitario lo ero e tale resto. Mi occupo di legislazione sanitaria e di tutto quello che
ne deriva. Sospendere l’attività politica e tornare a fare il professore universitario all’università Cattolica del Sacro
Cuore e al Policlinico Gemelli è motivo per me di grande orgoglio”. A me sembra giusto dare un lavoro a chi è disoccupato, anche se forse sarebbe stato meglio darlo (o lasciarlo) a qualcuno senza alcun reddito e non a chi ha ricevuto una liquidazione di quasi duecentomila euro e avrà anche un’ottima pensione. Ma il posto era suo e se lo riprende. In più sembra che si sia dato anche all’arte dello scrivere e dunque vedremo presto anche qualche libro, magari su Aldo Moro, oppure sull’avventura di Ministro dell’Istruzione con l’esperienza in materia di legislazione sanitaria. Comunque, personalmente ho due grosse perplessità: la prima è quella che pur conoscendo l’intelligenza e la capacità del grande Peppe, non so quanto tempo abbia potuto avere, considerata la sua intensa attività politica, per aggiornarsi sull’evoluzione della legislazione sanitaria, la seconda è una parte della sua dichiarazione e precisamente: “sospendere l’attività politica”. Sospendere, si legge nel dizionario, significa “smettere temporaneamente”, “interrompere per un tempo indeterminato”. La cosa è preoccupante per la politica viterbese.
Ma perché caro ex amico, non segui i consigli che già ti ho dato? Dedicati alla tua famiglia, riposati, scrivi pure, ma
goditi finalmente un po’ di libertà lasciando a chi più ne ha bisogno il lavoro e curandoti nel frattempo la
“politichese” che ti ha infettato in maniera grave. La tranquillità, la serenità, la famiglia sono ottimi vaccini.

REsurrected! Proprio così, anche io parlo inglese. Mi pare importante trovare un termine roboante per un fatto
eclatante: a fine legislatura si risente la Saraconi, quella della carrozza da regalare. Erano mesi che non la sentivamo
parlare o fare dichiarazioni e di argomenti anche scottanti il suo assessorato ne aveva molti, ma finalmente eccola
pronta per il 15 aprile, a Prato Giardino, in occasione dell’evento organizzato dalla Viterbo Runners. Nell’intervista
ha anche precisato che parteciperà personalmente alle gare, ma solo con una camminata non competitiva. Altra
cosa importante che ha dichiarato, è che per l’occasione sarà pronta una nuova aiuola con le rose. Speriamo che
quando saranno fiorite non le venga in mente di fare un omaggio floreale al Comune di Piacenza per scusarsi di non
aver potuto inviare la carrozza promessa.

MI sto chiedendo cosa fanno sinistra e destra a Viterbo. La destra si riunisce, poi si divide; dopo qualche giorno si
riunisce di nuovo e poi ancora si divide non essendo d’accordo sul nome di Alessandro Usai. Un nome che la Lega
vuole a ogni costo, anche a quello di viaggiare da sola (effetto Salvini?). Dalla sinistra provengono nomi ancora
sottovoce: Ricci o Serra? Qualcuno pensa addirittura a Michelini anche se non esiste più la massa dei tifosi del tempo
di Rocchi. E poi spunta (ancora) la Ciambella. A me sembra che la sinistra non abbia ancora capito che finirà
all’opposizione e se presenta nomi di personaggi uscenti sarà ancora peggio. Deve trovare un nome non solo nuovo,
ma al di sopra di ogni legame con i politici attuali, un uomo coadiuvato da una lista di persone che possano lavorare
con serietà per il bene di Viterbo. Intanto le liste civiche fanno propaganda elettorale con tanto di nomi già definiti e manifesti immensi (6×3).

FAcciamo un po’ di conti, ma per farli occorre riferirsi al “Il Sole 24 Ore” che ha stilato la classifica sulla base dei dati
ministeriali delle contravvenzioni emanate e incassate nel 2017. Viterbo si trova soltanto al 73° posto su 107 amministrazioni comunali elencate, con un importo in entrata di 1,35 milioni di euro e con un aumento, rispetto al 2016, del 40,5%. Che è successo? Ha inciso il varco elettronico del centro storico? Siamo più indisciplinati? I Vigili
hanno fatto gli straordinari? Chissà, ma gli euro entrati fanno comodo e la legge prevede che i Comuni riservino alla viabilità del territorio una quota pari al 50 per cento di tutte le sanzioni amministrative, quota che sale al 100 per cento se la violazione è accertata con sistemi elettronici e a distanza. A Viterbo, dunque, considerato appunto il varco elettronico, si potrebbe calcolare che un buon 70% dell’incasso possa essere speso per le strade cittadine.
Esiste anche un altro obbligo per le Amministrazioni Comunali, quello di far conoscere la destinazione di quanto
incassato e quanto speso per la sicurezza stradale. A questo punto non rimane che domandare all’assessore Ricci i dati in parola anche se non si è ancora risolto il problema dell’approvazione del bilancio.

SOLo allora potremo approvare o meno l’operato dell’assessorato. Fino a ora sappiamo solo che le strade fanno
pena, che i ritocchi fatti qua e là non vanno bene e molte buche si sono riaperte con un maggiore pericolo, ovvero
quello di non distinguere, specialmente di notte, se si tratta di una buca o di una pezza, vedi strada Bagni. Sono tante
le strade che fanno schifo, ma occorre intervenire con urgenza, ad esempio, sulla Cassia nel punto d’incrocio con la
strada che porta all’ospedale di Belcolle, dove passano molte ambulanze con malati che sobbalzano sulla lettiga, così
come a scendere dall’ospedale, sulla stessa via Fleming, è un vero disastro con i tombini sopraelevati sui quali si
rischia di spaccare una gomma; altra via da prendere in considerazione è via S. Antonio all’ingresso da Porta FAVL: è
divenuta impraticabile e così via. Sarebbe il caso che il Ricci facesse qualche giretto (ampio) in macchina per rendersi
conto dei pericoli esistenti. Altra cosa interessante è sapere se una parte dei soldi introitati sono o saranno dedicati alla messa a punto dei bus sui quali è assente la pedana per gli handicappati.

LA foto del saluto fascista nella stanza del vicesindaco a Tarquinia ha scatenato l’ira funesta di tanti difensori della
democraticità e delle “istituzioni repubblicane e antifasciste”. Naturalmente della cosa si è dovuta interessare anche
la Polizia, nonché la Procura e qui nulla da ridire; certi atteggiamenti vanno giudicati e puniti. Credo però che chi ha
pensato a una cosa del genere sia riuscito proprio ad avere il risalto voluto. Per giorni abbiamo visto per motivi
quasi sempre politici, la foto pubblicata dai media con la conseguenza di un’ottima pubblicità per l’autore. Non si è
ancora capito che per certi atti, come per tutti i delitti, stupri, ecc., occorre minimizzare, sminuire, non dare
importanza, possibilmente ridicolizzare, evitare di mettere in evidenza continuamente il fatto principale. Anche
questa potrebbe essere una forma di deterrente.

SIamo di nuovo alla fine e anche questa volta voglio chiudere senza parlare di politica. Parlerò invece di Selvaggia
Lucarelli e dello scontro con Caffeina. Premesso che se dipendesse da me Facebook e simili li abolirei, perché sono
diventati soltanto come i lavatoi pubblici dei tempi andati, ma quello che ho letto, sollecitato dalla diatriba, ha
dell’inverosimile: una marea di insulti contro la Lucarelli degni dei più vecchi carrettieri del primo Novecento.
Personalmente non ho mai seguito programmi televisivi con questa bella e gradevole signora e tanto meno seguo
“Ballando con le stelle” che ritengo uno dei programmi più insulsi della televisione italiana, così come non ho letto i
suoi libri e quindi non sono in grado di giudicare la bravura o meno della giornalista. Mi sembra comunque che
quanto scritto su di lei sia alquanto offensivo e mi meraviglia come Caffeina possa ospitare certi scritti. Caffeina non
vuole essere “Cultura”? Nelle sue pagine ci dovrebbero essere esclusivamente scritti culturali non pezzi pieni di
volgarità e minacce. Quello che sicuramente spicca di più è il numero dei messaggi femminili, senz’altro più del 90% e mai con qualche commento positivo, ma solo schiaffi, vaffa, calci, ecc. Molto probabilmente, anzi sicuramente, si tratta di donnette insoddisfatte della loro misera vita e invidiose di chi è riuscito ad emergere dalla quotidianità dei fornelli.