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Piccole Note – Il post vittoria di Arena, la Cassia e Ferento

Piccole Note – Il post vittoria di Arena, la Cassia e Ferento

Torna a suonare le sue piccole note Lutor. Dalla Cassia a quanto accade quando vai a fare certi esami, passando per il super tesoriere Ugo Sposetti e il post vittoria di Giovanni Arena.

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di Lutor

DO po la vittoria di Arena e la conseguente nomina della Giunta, si poteva supporre una veloce partenza per
risolvere i tanti guai della città. Personalmente ritengo che non si è mosso niente di niente. Anche in questa
amministrazione discussioni interne alla maggioranza stanno rallentando l’inizio dei lavori e certamente non sarà la
chiusura serale del centro storico attuata dalla Allegrini (ma che ha sposato Ricci?) che risolverà i problemi. Le
parentele, il numero degli assessori, tutti problemi che stanno a indicare una mancata coesione del centrodestra.

La vicenda Muroni, poi, sta facendo perdere del tempo prezioso dando modo, oltretutto, alla opposizione di creare
dibattiti inconcludenti, sarebbe il caso che lo stesso Muroni si decidesse a sistemare la questione o a dare le dimissioni; si tratta, in definitiva, di serietà morale dote che dovrebbe far parte del bagaglio di qualsiasi amministratore.

REstano immutati tutti i vari problemi a meno che i vari assessori non stiano già studiando i provvedimenti
necessari per dare a Viterbo un aspetto diverso. Vorrei ricordare che le strade fanno pena, che i rattoppi fatti in
fretta e furia dal Ricci, come era prevedibile, stanno saltando, che l’erba la fa da padrona (via Vetulonia, via Casa di S. Rosa, piazza S. Maria Nuova, via S. Antonio, tanto per citarne alcune), che è necessaria la sistemazione dei trasporti urbani, che c’è da rivedere con urgenza il problema rifiuti compresa la pulizia delle strade pubbliche, che occorre pensare alle frazioni, che c’è da seguire i lavori per il campo sportivo sintetico al Pilastro, che serve analizzare la situazione del personale dirigente e non, a iniziare dal corpo dei Vigili Urbani. Per ultimo, ma invece urgentissimo, il bilancio, sollecitato anche dal Prefetto, che va discusso e approvato entro la fine del mese.

MI sembra, quindi, che il lavoro non manchi tenendo presente che occorre anche pensare a S. Rosa. Non basta la
decisione di non mettere tribune oltre quelle di piazza del Plebiscito, servirebbe anche un programma di
festeggiamenti che possa trattenere il turista più giorni nella nostra città. So bene che è tardi e alquanto difficile
provvedere a qualcosa per cui servirebbero mesi di preparazione e di contatti, ma perché non chiedere aiuto o
almeno consigli ai vari paesi della provincia che vanno alla grande con le loro feste paesane. Bigiotti a Bagnoregio per
primo, Mengoni a Ronciglione, Stelliferi a Caprarola, Caci a Montalto e perfino Serra a Ischia di Castro potrebbero
essere utili. L’umiltà non è una pecca, anzi …

FAvoloso il programma di questa estate a Ferento. La stagione, organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia, con la
direzione artistica di Patrizia Natale e la collaborazione di Archeotuscia onlus e TusciaE20, è stata inaugurata il 14
luglio con l’operetta “Il pipistrello”, di Johann Strauss Jr. Hanno fatto seguito “Il fu Mattia Pascal” con Pino Quartullo, “Metamorfosi. Altre storie oltre il mito” dall’opera di Ovidio, “Daphne” ancora di Ovidio, “La vie en rose. Bolero” con il Balletto di Milano, “Le Troiane” di Seneca, “E. Sperimenti all’Hopera” della GDO Dance Compagnia con musiche di Leoncavallo, Rossini, Verdi, Handel e Mozart, “Arianna ha perso il filo” di Barbara Bovoli.
Seguiranno “Trittico in danza. Omaggio a Rossini” con lo Spellbound Contemporary Ballet, il 28 luglio, “Callas
d’incanto” con Debora Caprioglio, il 30 luglio, “La voz del Flamernco” con le coreografie di Carmen Meloni, il 31
luglio, “Pseudolo” di Tito Maccio Plauto, interpretato da Ettore Bassi, il 2 agosto, “Atom Heart Mother” con i Pink
Floyd Legend, il 4 agosto, “Le quattro stagioni”, di Antonio Vivaldi e John Cage, il 7 agosto, infine l’8 agosto sarà la
volta di Maurizio Battista in compagnia del mago Silvan con “Scegli una carta”.

Nel cartellone tre serate, a cura del giornalista Giuseppe Rescifina, dedicate a Gabriele D’Annunzio in occasione
dell’80° anniversario della morte: nella prima del 22 luglio è stata ricordata la figura di Maria Hardouin, duchessa di
Gallese, unica moglie del letterato, il 1° agosto verranno ricordati molti episodi dell’avventurosa vita del “Vate” e infine il 5 agosto si chiuderà il trittico con un “Omaggio a D’Annunzio”, musica e poesia con Giancarlo Necciari e lo
stesso Rescifina. A questo punto sorge spontanea una domanda: a quando un programma del genere per il Teatro Unione? Alla nuova amministrazione l’ardua risposta.

SOLo a me fa venire il voltastomaco sentire, o meglio leggere, le parole del grande senatore Sposetti? A Radio
Cusano Campus, il politico viterbese ribadisce la linea più volte esposta. “Il taglio dei vitalizi è una vergogna e
rischioso per la democrazia”. L’ex senatore Pd porta avanti la sua battaglia dopo che la camera ha dato il via libera ai
tagli. Certamente è alquanto scocciato non solo per se stesso, ma anche per la sua signora, Angela Giovagnoli,
Sposetti appunto, che avrà una sostanziosa variazione all’assegno: da 6mila 590 euro (netto 4400 euro dopo soli 15
anni di contributi) a 4277 euro (netto 1400 euro). A questo individuo è stato dedicato un copioso articolo intitolato “L’intoccabile tesoriere che gestisce 3000 immobili dei Ds” sul nuovo giornale di Maurizio Belpietro, “La verità”. Si legge nell’articolo: “Ugo Sposetti oggi senatore del Pd, ma soprattutto tesoriere di un patrimonio che proprio lui è riuscito a salvaguardare, non senza qualche astuta mossa, compresa quella che gli affida il potere a vita. Per un’eventuale sostituzione, infatti, sarebbe necessaria una maggioranza qualificata che in un partito dilaniato dalle divisioni non è facile da trovare. Non ammette replica, dunque, sostenendo che del suo successore si occuperà il Padreterno quando sarà al capolinea”. L’articolo parla di “3.000 immobili tra sezioni, federazioni, uffici, bar e capannoni industriali” e la conseguente genialità dell’ex senatore: “S’inventa 56 fondazioni, autentiche casseforti del patrimonio immobiliare che fanno capo a una sola persona: Ugo Sposetti”. Nell’articolo in questione viene anche ripercorsa la biografia del senatore. Ferroviere ad Orte (soprattutto sindacalista, aggiungo io) per sette anni, quindi l’ascesa politica: nel 1978 diventa presidente della provincia, nel 1983 guida il Centro Merci spa che dovrà realizzare l’Interporto di Orte, nel 1987 l’elezione a senatore. Altre esperienze sono la sua elezione a sindaco di Bassano in Teverina, l’incarico nella segreteria tecnica dal 1996 al 2001 da parte del ministro delle Finanze Visco e la nomina a responsabile della Tesoreria del partito da parte di Fassino.

Citate nell’articolo, ci sono anche inchieste che hanno sfiorato il grande senatore e dalle quali è uscito indenne.
Logico, mi pare, un comunista ha sempre le mani pulite. 

LA Cassia ancora intoccata, qualche piccola riparazione nella zona di Vetralla e poi tutto si è rifermato lasciando
tratti (vedi Ponte di Cetti o incrocio con Strada Ponte Sodo) con enormi crateri che se non si provvederà in breve
tempo si allargheranno sempre di più rendendo difficilissimo il transito. La manutenzione della Cassia spetta ancora
alla Regione e dunque, l’ARSIAL dovrebbe provvedere in merito; ma tutto è fermo nonostante il periodo propizio per
effettuare tali opere. Domando di nuovo: qualcuno si può interessare? I vari Panunzi, Valentini, Sabatini, Blasi,
possono darsi da fare? Se poi Mauro Rotelli dalla Camera e Francesco Battistoni dal Senato volessero fare un
sollecito, sarebbe cosa utile e gradita.

SIcuramente, cari lettori, vi meraviglierò ancora una volta. In questa ultima nota non parlerò né di politica né di
amministrazione. Voglio invece raccontarvi, con la speranza di farvi sorridere, cosa può capitare a chi necessita di
fare una ecografia pelvica. Viene fissato un appuntamento e nel caso specifico era per il 12 luglio alle ore 11,20,
ospedale di ………. ; per tale esame viene prescritto di non fare pipì da due ore prima dell’esame (9,20) e di bere
almeno un litro di acqua un’ora prima (10,20). Tutto fatto secondo prescrizione e preciso, alle 11,15, pronto per
l’ecografia. L’infermiera di turno ritira il foglio dicendo “aspetti in sala attesa, verrà chiamato”. Ore 11,30 silenzio,
ore 11,45 primi sintomi di incontinenza con piccoli dolori, ore 12,00 dolori accentuati e impossibilità a stare fermo
seduto, ore 12,15 eccola, sta per uscire tutta l’acqua bevuta e i dolori sono divenuti insopportabili. Decisione: vado al
bagno, la faccio, rinuncio all’ecografia e me ne vado. Ma il destino è strano; mentre sto per andare al bagno, esce
l’infermiera e mi chiama, faccio uno sforzo considerevole ed entro in ambulatorio. Mi fanno mettere su un lettino
con il ventre scoperto e la dottoressa incomincia con la sonda a muoversi sulla superficie cutanea provocando un
aumento notevole dei dolori. E’ del tutto impossibile fare finta di niente e per fortuna la dottoressa si rende conto
del ritardo della prestazione e mi invita ad andare al bagno con la raccomandazione di “non farla tutta”. Liberato almeno un po’ si riprende l’esame che finalmente va in porto. Subito dopo, “fuori tutta”. Unica soddisfazione, ma importante, risultato negativo, va tutto bene.

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