Piccole note – Dal Movimento Cinque Stelle al caso Michelini

Piccole note – Dal Movimento Cinque Stelle al caso Michelini

Iniziamo la settimana con un bel carico di "piccole note", inviate fresche dal nostro Lutor. Ci traccia un quadro che intreccia elementi del dibattito nazionale con quello locale. Buona lettura.

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di Lutor

 

DOpo la scelta del leader del Movimento Cinque Stelle, che ha incoronato Luigi Di Maio quale capo politico e candidato premier alle prossime elezioni nazionali, tante le dichiarazioni e, viste quelle di Roberto Fico e Alessandro Di Battista, non sarà facile gestire il Movimento per Di Maio. Il partito è diviso e rissoso e in passato è stato più volte necessario l’intervento diretto di Grillo e del suo potere assoluto, per risolvere i problemi; certamente non sono i 30 mila voti che lo hanno portato a vincere le primarie che basteranno per vincere le elezioni.

E’ vero che politicamente Di Maio è un moderato, che ha sempre occupato il centro dello schieramento grillino, vedi tema dell’immigrazione, oppure il suo discorso moderato e rassicurante al forum di Cernobbio, dove ha cercato di dipingere il Movimento come un partito “normale” a imprenditori e banchieri italiani, ma comunque rimangono le incognite, soprattutto per la divisione all’interno del movimento e forse proprio la canzone che gli ha dedicato Grillo, nel momento della nomina a vincitore delle primarie, rispecchia il momento che vive il partito; una delle strofe iniziava così: “E ora tutti i cazzi sono tuoi”.

REstiamo nell’ambito 5 Stelle e Luigi Di Maio. L’altra sera, dopo un’abbondante cena con un amico e conseguente Fernet digestivo, immancabile una panoramica della situazione politico-amministrativa italiana. Nel momento in cui si è arrivati a parlare di questo nuovo, anche se scontato da tempo, leader, il mio amico sosteneva che la giovane età, l’inesperienza soprattutto pre-politica, ovvero lavorativa e la poca dimestichezza con un italiano perfetto, non giocavano in suo favore. Su questa tesi non mi sono trovato d’accordo; chiunque, secondo me, tranne i delinquenti, può fare il Presidente del Consiglio; non è per forza costui che sforna leggi, decide improvvisamente una tassa o altro, serve una equipe di uomini preparati, competenti, qualificati al massimo livello. Sono questi che devono guidare lo Stato, dare indirizzi socio-economici, stabilire criteri di vita per i cittadini, preoccuparsi di riparare a tutti gli errori fino ad ora commessi. Solo così saremo in grado di ridiventare una Nazione che, come sostiene sempre il mio amico, è “decadente quasi in tutto e dappertutto”.

MIchela Di Pietro, con la sua “indagine” sui marciapiedi di Viterbo, sta facendo un lavoro che dichiarare encomiabile è poca cosa. Sta evidenziando una buona parte dell’attività dell’amministrazione Michelini che si risolve, in parole povere, a uno stato di abbandono della città. Immondizia e vegetazione spontanea ovunque, chiusini che, per onorare il proprio nome, sono chiusi dalla sporcizia, Prato Giardino che serve solamente per rivendita di droga e scazzottate, punti di raccolta immondizia da schifo, torre in viale Capocci che aspetta da mesi una riparazione, in compagnia di una cratere in via Tuscia, strade disastrate a non finire, servizi igienici assenti, acquisto di mezzi pubblici usati con conseguenti spese di manutenzione e corse saltate, euro gettati al vento come per le luci di Palazzo dei Priori, o i segnalatori dei parcheggi liberi (venerdì 6 ottobre ore 18,00: p.za della Rocca stracolma con auto in doppia fila, segnalatore all’imbocco di via Rosselli dava 40 posti liberi tra via Matteotti e p.za della Rocca – segnalatore Porta Romana parcheggio delle Fortezze è una vita che segnala n.d), centro storico in coma farmaceutico e chi più ne ha più ne metta. Il tutto non è colpa della crisi economica, ma dell’attuale pessima amministrazione comunale. Eppure si parla di una conferma della maggior parte di questi amministratori per le prossime elezioni, convinti anche dalla silenziosa accettazione dei cittadini. Addirittura, una indagine statistica dichiara che al 56% dei viterbesi piace Michelini.

I dubbi suscitati da questa statistica sono tanti e viene spontaneo ricordare quanto affermava David Lloyd George “Non si possono nutrire gli affamati con delle statistiche”. Noi non abbiamo fatto alcun sondaggio, né telefonico, né con interviste al mercato ecc., però vediamo troppe cose che non vanno e pensiamo che, come noi, molti cittadini viterbesi dovranno rendersi conto di come sono amministrati.

FAre una modifica alla legge per la nomina degli scrutatori, mi sembrerebbe cosa buona e giusta. Ho letto che sono aperti i termini per la presentazione delle domande per fare i presidenti e gli scrutatori di seggio alle prossime elezioni. In questo nostro Paese, con livelli di disoccupazione elevati, sarebbe stato il caso di aggiungere che la preferenza nella scelta dei candidati scrutatori sarebbe stata data a chi avesse presentato il certificato di iscrizione nelle liste di collocamento. Mi sembra che il compenso sia di 120 euro, che certamente potrebbero far comodo a chi non ha alcun reddito. Lo so che la cosa non “sfaciola” molto a certi personaggi a cui fa comodo l’art. 6 della Legge 8 marzo 1989, n. 95 che stabilisce la procedura per le designazioni sulla base di criteri discrezionali. Sarebbe stato meglio se fosse stata mantenuta la legge in vigore fra il 1989 e il 2005, che prevedeva la designazione degli scrutatori mediante sorteggio. Comunque, rimango dell’opinione che oggi si dovrebbe dare la preferenza a chi non ha reddito.

SOLtanto silenzio o poche parole a casa nostra? Che avviene in Provincia? Scontata la vice presidenza per i MO.RI. e la nomina di Livio Treta, non si è ancora parlato di deleghe, di inizio attività; abbiamo letto recentemente la dichiarazione dell’on. Mazzoli: “Sono convinto che Pietro Nocchi, insieme al nuovo consiglio provinciale, saprà guidare la provincia con forza e autorevolezza, garantendo la massima apertura e collaborazione verso tutti i comuni del territorio”. Ma per il momento tutto è fermo; forse si aspetta di vedere chi vince tra Egidi e Benedetti? Ovvero tra Fioroni e Panunzi? Staremo a vedere.

LA scarogna della Cassia: il 26 settembre un camion ha perso il carico di catrame per un centinaio di metri, questo però è avvenuto sulla rampa che immette alla Cassia nord, in direzione di Montefiascone. Ci pensate se fosse successo su qualsiasi punto della Cassia, che fortuna? Bastava livellarla e avremmo avuto cento metri senza buche.

SI parla tanto di terza età, dell’aspettativa di vita media che, oggi, stando alle famose statistiche, pare sia arrivata a 80 anni per gli uomini e 85 per le donne. Addirittura l’Italia è tra i paesi più longevi del mondo e il primo in Europa. Questo mi fa pensare che, sia per la vita media, sia per il primato italiano, potrei arrivare, purtroppo, anche ai 90 anni, se non di più. Ma se già adesso sono pieno di acciacchi, come sarò a 90 anni? La cosa diventa preoccupante, se pensiamo che in Italia neppure tre su cento anziani, fragili o con patologie croniche, riescono a usufruire dell’assistenza domiciliare per la cura a lungo termine, ovvero l’alternativa all’ospedalizzazione o al va e vieni al Pronto Soccorso. Una percentuale bassissima, pari al 2,7%, specialmente se messa in relazione con altri paesi dove sono assistiti in casa il 20% degli anziani. In più c’è da mettere in conto che esistono legislazioni differenti tra le varie Regioni, così come ci sono aree dove l’assistenza domiciliare non esiste affatto, o esiste differenza per il numero di ore dedicate a ciascun paziente e qui torno a ripetere quanto da sempre sostenuto, ovvero la Sanità va gestita dallo Stato, non dalle Regioni e deve essere uguale da Nord a Sud. La nostra ASL è tra quelle che prevede l’assistenza domiciliare, infatti sul suo portale troviamo, tra l’altro, quanto segue: L’Unità valutativa multidimensionale provvederà ad individuare un piano di intervento personalizzato, che può prevedere assistenza domiciliare infermieristica, visite programmate del medico di famiglia, visite domiciliari del medico dell’A.D.I, visite medico-specialistiche, terapia riabilitativa e fisiokinesiterapia domiciliare, prescrizione ausili protesici.
Adesso si!, che dormo sonni più tranquilli. Però potrei dormire ancora meglio, se qualcuno specificasse la percentuale degli anziani assistiti, le ore ad essi dedicate, l’eventuale continuità nel tempo dell’assistenza… insomma, l’effettiva entità e qualità dei servizi “garantiti” dalla nostra ASL.

 

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