Piccole Note – Da Zingaretti a Belcolle a Michelini e il segno negativo su Viterbo

Piccole Note – Da Zingaretti a Belcolle a Michelini e il segno negativo su Viterbo

Tornano le Piccole Note del nostro caro Lutor. Un viaggio nei fatti viterbesi degli ultimi tempi fatto con grazia e acume. Una riflessione giornalistica per stimolare la mente. Buona lettura.

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di Lutor

DOpo 45 anni, consegnati i lavori per il completamento di Belcolle. E poi ci si lamenta per le elezioni, le ricandidature, ecc. Ci pensate, se per caso per il prossimo anno non ci fosse stato il rinnovo del Consiglio Regionale e se Zingaretti non avesse deciso di ricandidarsi, i dieci milioni di euro ce li sognavamo e per dare inizio ai lavori si dovevano aspettare le nozze d’oro. Zingaretti ha detto che ci vorranno trecento giorni lavorativi, dunque, un anno e qualche mese, ma visto come vanno le cose in materia di appalti, resta ancora molto scetticismo sui tempi del fine lavori. Anche perché i vecchi lavori, dopo appunto 45 anni, sono da rivedere e ristrutturare. Naturalmente grande sceneggiata per il nuovo ingresso, indubbiamente bello e che, oltretutto, fa soffrire meno l’attesa, potendo gustare, nel frattempo, un buon caffè.

REsta il fatto che se c’era bisogno di una conferma su come vengano fatti i lavori e quali controlli vengano
effettuati, l’abbiamo avuta proprio con il nuovo ingresso dell’ospedale. E’ bastata un po’ di pioggia e, in quei locali
nuovi di zecca, è scesa acqua. Che si tratti di perdite o di infiltrazioni, come afferma la ASL, non ha importanza, anche se, forse, importanza ce l’ha, come dice un mio amico, in quanto se veramente si tratta di infiltrazione, qualche tubo è stato messo malamente e ora occorre rompere il muro o il pavimento. E’ comunque qualcosa di fatto male e
controllato peggio, espressione di pressapochismo bello e buono.

MI sembra, comunque, che tutti i politici, a qualsiasi livello, siano uguali. Guardate l’amministrazione comunale di
Viterbo: da qualche mese non si fa altro che affermare che si accomoderanno strade e marciapiedi; ci si vanta per
l’apertura, solo ai pedoni però, di via Cairoli; per il Teatro dell’Unione (ma si sarebbe fatto qualcosa senza
l’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio e altre realtà private?); per il bando di ventimila euro per aprire
imprese e locali nel centro storico; per i contributi da erogare (da quest’estate che sono pronti) ai disabili; ecc., ecc.
Tutto questo, naturalmente, in vista della prossima tornata elettorale, per la quale gli attuali amministratori hanno la
faccia tosta di ripresentarsi.

FAcciamo l’esempio delle strade. Già nel 2013 si parlava di alcune strade che avevano bisogno di manutenzione e la
campagna elettorale di allora prevedeva lavori a non finire. In cinque anni, che cosa è stato fatto? Il manto stradale
di quasi tutte le vie è in uno stato pietoso (cinque anni di mancata manutenzione sono tanti), con avvallamenti e
buche, alcune delle quali riparabili con poca spesa e poco tempo; sono mesi che appaiono solo transennate (vedi via
Tuscia). E oggi, allo scadere del mandato, ci si gloria per aver rifatto via Cairoli e, con le vecchie pietre della strada,
via del Gesù. Mi sembra un po’ pochino per vantarsene tanto.

SOLtanto le strade? Per i trasporti, la nettezza urbana, l’illuminazione, Prato Giardino, il traffico caotico, la chiusura
del Centro storico, i servizi igienici del tutto assenti, i marciapiedi impraticabili, il Cinema Genio chiuso, l’ex
Metropolitan che fa schifo, i rifiuti importati da Roma e Rieti, ecc. ecc. si sono trovate soluzioni idonee e
soddisfacenti? Vogliamo parlare delle manifestazioni organizzate per il Natale, senza citare quelle non organizzate
per il settembre viterbese? Teatro Unione: organizzazione non propriamente del Comune; Christmas Village (alias
Caffeina), con guerra da parte degli amministratori attuali; Porta Romana chiusa e via Marconi a senso unico. Non mi pare ci sia altro. Ma no, questo non è del tutto vero, c’è Antonello Ricci con “C’era una volta Viterbo”, per il quale il Comune ha dato il suo contributo e poi c’è, la Macchina di S. Rosa a piazza del Teatro con parcheggio affiancato. Ma che c’entra con il Natale? E poi non è nemmeno l’ultima, ma la precedente. Qualcuno dice che serve per la promozione del 3 settembre, qualcun altro contesta che non esiste nemmeno un avviso in giro per la città che avverta di questa visione, senz’altro bellissima anche senza l’abituale illuminazione. Per una vera promozione, oltre al Museo della Macchine di S. Rosa, sollecitato su questo foglio da Nicola Savino, sarebbe bastato programmare filmati del
trasporto, magari per ogni fine settimana, non solo a piazza del Teatro, ma anche nella Pensilina al Sacrario (vanto di
questa amministrazione) e in piazza del Plebiscito e, magari, una serata dedicata da Caffeina a piazza del Duomo.
Dimenticavo, Rossi e soci non fanno più parte della maggioranza e con loro non si fa più niente, tranne la chiusura
del Teatro per incolumità pubblica e l’eliminazione della musica natalizia di sottofondo al Caffeina Christmas Village.

LA sparata che mi è piaciuta di più tra quelle fatte dall’ex Ministro Fioroni al Balletti Park Hotel di San Martino
(tutte giuste, per carità) è stata quella contro l’ispettorato del lavoro, per la situazione dei lavoratori che operano al
freddo e senza firmare contratti (qualcuno ci ha letto, malignamente, riferimenti al Christmas Village). Domando: caro Peppe, sono anni che Caffeina, nelle sue manifestazioni, fa lavorare giovani e qualche non giovane e tu te ne accorgi solo adesso che Rossi e Barelli ti hanno dato buca? Sono senz’altro d’accordo su un rapporto serio tra imprenditori e lavoratori e giustamente tale fatto va evidenziato e combattuto. Però facciamolo sempre, sia con chi non è con noi, ma soprattutto con chi è con noi.

SIamo alla fine e, allora, un messaggio al direttore Pomi per l’iniziativa “PERSONA DELL’ANNO 2017” che invito tutti a leggere con conseguente votazione. Quasi ottima l’indicazione dei sei candidati ed io mi trovo indeciso per la scelta tra “il capitano” capranichese Luca Pulino e il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti (posso dare due voti?). Il primo andrebbe votato per la lezione di vita che sta dando a tutti noi, il secondo perché è un eccellente amministratore, a differenza dell’immane ciarpame che ci circonda ad ogni livello. Però, caro Direttore, nell’articolo hai specificato che c’era la possibilità di scegliere “la persona che ha lasciato il segno più evidente su Viterbo e la Tuscia, non per forza positivo, ma neanche per forza negativo: semplicemente un segno”. A me non sembra che tra le persone indicate ci sia qualcuno di estremamente negativo; è vero che Rossi ed Egidi potrebbero farne parte, ma all’acqua di rose. Potevi aggiungere ai sei nominativi un settimo nome: Leonardo Michelini e avresti trovato chi ha veramente lasciato un segno negativo per la città.