Persona dell’anno: la nostra terna, domani la scelta

Persona dell’anno: la nostra terna, domani la scelta

Dopo l’annuncio delle dieci persone che secondo La Fune hanno segnato l’anno che sta terminando si è acceso un divertente dibattito, noi però abbiamo le nostre idee e così abbiamo deciso di ridurre la rosa a tre nomi e domani annunceremo quella che secondo noi è la persona che nel bene o nel male ha lasciato un segno con le proprie azioni nel 2016.

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Nella top 3 dell’anno mettiamo Giuseppe Iacomini, Bruno Pagnanelli e Rita Piermatti.
Dopo l’annuncio delle dieci persone che secondo La Fune hanno segnato l’anno che sta terminando si è acceso un divertente dibattito, noi però abbiamo le nostre idee e così abbiamo deciso di ridurre la rosa a tre nomi e domani annunceremo quella che secondo noi è la persona che nel bene o nel male ha lasciato un segno con le proprie azioni nel 2016.

Così abbiamo deciso di selezionare il giovane portiere del Ronciglione United Giuseppe Iacomini che tra agosto e settembre è stato al centro delle cronache per aver lanciato un’idea di solidarietà importante: grazie a una sua iniziativa invece dei gagliardetti nei campi di calcio i capitani delle squadre hanno iniziato a scambiarsi le ricevute dei bonifici per Amatrice, colpita da poco dal terremoto. Una iniziativa che è stata promossa poi anche dalla Lega Nazionale Dilettanti e ha portato anche la Figc a versare 500mila euro per le popolazioni terremotate.

Poi nella terna c’è Bruno Pagnanelli, che ci leggerà dall’Antartide (qui il racconto del suo Natale tra i ghiacci). “Quando un viterbese andrà su Marte e porterà con sé il bozzetto di una Macchina di Santa Rosa – abbiamo scritto un paio di giorni fa – potrà dire di aver superato Bruno Pagnanelli. Prima, no”. Il viterbese Bruno da mesi vive in Antartide e nonostante le difficoltà di connessione continua a raccontarsi e a farsi raccontare. Racconta le sue suggestioni tratte da quel ghiaccio interminabile e da laggiù continua a informarsi e commentare le vicende politiche locali. Il suo nome e la sua azione evoca la libertà e un nuovo modo di rimanere attaccato alla propria terra.

Infine Rita Piermatti. “Mai – abbiamo già detto – un prefetto è stato così al centro della vita politica viterbese, mai un rappresentante territoriale del Governo centrale è stai mai criticato e attaccato in questo modo, mai è stato così presente nelle vicende politiche locali. Sotto la sua guida la Prefettura è stata messa in discussione dai big viterbesi. Si ricordano le parole dure di Ugo Sposetti e Giulio Marini, ad esempio. Ma non solo. L’avvio dell’azione popolare nei confronti di Francesco Moltoni e l’attacco ricevuto dai deputati Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, oltre che da molti sindaci del viterbese, per la gestione delle pratiche che riguardano l’arrivo dei rifugiati nel territorio. Mai un Prefetto è stato così al centro del dibattito cittadino.

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