PERSONA DELL’ANNO 2017 – Ecco i sei finalisti scelti da La Fune: Pulino, Rossi, Bigiotti, Arena, Bonucci ed Egidi

PERSONA DELL’ANNO 2017 – Ecco i sei finalisti scelti da La Fune: Pulino, Rossi, Bigiotti, Arena, Bonucci ed Egidi

Un po’ come il Time: la redazione de La Fune per il terzo anno consecutivo ha deciso di individuare la persona dell’anno. Come ormai da tradizione tutto il lavoro di selezione, motivazione ed esclusione si sviluppa online su www.lafune.eu.

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Un po’ come il Time: la redazione de La Fune per il terzo anno consecutivo ha deciso di individuare la persona dell’anno. Come ormai da tradizione tutto il lavoro di selezione, motivazione ed esclusione si sviluppa online su www.lafune.eu.

In questo spazio speciale vi presenteremo i cinque finalisti, che si contenderanno il titolo di persona dell’anno 2017. Non si tratta di un premio però, né materiale né immateriale, nemmeno di un riconoscimento, ma semplicemente di una indicazione di quella che secondo noi è la persona la cui presenza e il cui operato hanno lasciato il segno più evidente su Viterbo e la Tuscia.

Non per forza positivo (come quando il Time indicò Martin Luther King), neanche per forza negativo (come quando invece indicò Adolf Hitler): semplicemente un segno. Proprio come fa il Time, al quale ovviamente ci siamo ispirati, se così si può dire.

Insomma decliniamo su Viterbo quello che fa il Time su scala mondiale. Nella lista non ci sono solamente persone reali, ma anche la personificazione di problemi e dinamiche che riguardano Viterbo e la Tuscia.

Nella short-list ci sono, in ordine sparso: “il capitano” capranichese Luca Pulino, il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, il forzista Giovanni Arena, il direttore artistico e padre fondatore di Caffeina Filippo Rossi, il sempre segretario provinciale del Partito Democratico Andrea Egidi e il campione del calcio Leonardo Bonucci.

Ecco le motivazioni, in breve, per i sei candidati a essere la Persona dell’anno 2017. Per scoprire il vincitore continuate a seguire La Fune (www.lafune.eu).

 

 

 

 

FRANCESCO BIGIOTTI. Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti sta scrivendo una storia meravigliosa per la terra dei Calanchi. Il suo dono è la consapevolezza e la capacità, naturale, di sapersi muovere in maniera intelligente e funzionale nel mondo d’oggi. Il punto più alto del 2017 l’ha toccato portando l’immagine di Civita a rappresentare l’Italia alla Fiera Internazionale del Turismo di Londra. Non si contano neanche più i passaggi televisivi sui canali nazionali e sulle principali televisioni mondiali. Ora sta lavorando per organizzare al meglio l’accoglienza turistica, consapevole che gli occhi dell’Unesco sono puntati su Civita. Tra i successi di quest’anno: aver messo a sistema i flussi dei crocieristi di Civitavecchia (da sempre considerata in Tuscia impresa impossibile) e l’aver coniato un modello riconosciuto sempre più ad alti livelli: il modello Civita.

LUCA PULINO. “Il capitano” Luca Pulino è l’autore del libro ‘E il meglio deve ancora venire!’. Questo trentenne di Capranica sta diventando sempre di più un simbolo della voglia di vivere. Costretto nel letto dalla Sla non ha smesso mai di sperare e intorno a sé ha raccolto il meglio dei giovani della Tuscia. Una figura gigantesca che è diventata un simbolo di una generazione di “guerrieri” etruschi. Dal portierone blerano Giuseppe Iacomini al ronciglionese Giovanni Bartocci, che proprio in queste settimane è tornato da New York (dove ha aperto un ristorante da paura, al secolo Via della Pace) con un assegno da 1.500 dollari per combattere la Sla. Pulino è diventato, soprattutto quest’anno, il paladino di chi sta portando avanti una battaglia.

FILIPPO ROSSI. Filippo Rossi, Caffeina man. E’ figura che “spacca”, nel senso che divide. O lo odi o lo ami. E Viterbo si è polarizzata in questo. Carattere complicato, voglia di fare, istrionismo etrusco, capacità di visione politica. Uomo del “conflitto d’interessi” a Palazzo dei Priori ma anche demiurgo di mondi che hanno reso diversa Viterbo: Caffeina, Christmas Village e in ultimo Teatro Caffeina. Il 2017 è stato, nel bene e nel male, anche il suo anno. La sua presenza sulla città di Viterbo non passa inosservata. Capace di usare la comunicazione, non a caso si tratta di un giornalista, è riuscito a incidere nel dibattito cittadino. Con la campagna elettorale alle porte in tanti si stanno arrovellando il cervello per capire che mossa farà sulla scacchiera di Palazzo dei Priori.

GIOVANNI ARENA. Rigenerato dagli anni, costretto in purgatorio lontano dalle cronache a causa della mancata elezione in Consiglio comunale nel 2013, l’ex vicesindaco di Giulio Marini ha avviato un lungo percorso di avvicinamento alla tornata elettorale del 2018, riunendo i fedelissimi e provando a ricomporre il centrodestra, con l’handicap però di aver spaccato nettamente il proprio partito, Forza Italia. Sembra possa essere il naturale candidato di quell’area, ma si sa che spesso chi entra papa poi finisce cardinale. Quel che conta, in questa rubrica, è quanto ha pesato ciascuna figura nel proprio campo e Arena ha avuto un ruolo da assoluto protagonista.

ANDREA EGIDI. Ha (ri)vinto il congresso del principale partito della provincia di Viterbo, il Partito Democratico. Arrivando a un terzo mandato consecutivo tirandosi però addosso una marea di critiche. Egidi infatti sembra aver fatto un doppio salto mortale passando in pochi mesi dalle più dure critiche immaginabili a Giuseppe Fioroni e all’amministrazione comunale di Viterbo all’alleanza congressuale con il primo e alla condivisione della Federazione con il vicesindaco Luisa Ciambella, divenuta presidente dell’assemblea cittadina. 

LEONARDO BONUCCI. E’ passato dalle stelle alle stalle in pochi mesi, ma rimane sempre il più forte sportivo viterbese degli ultimi decenni. Ha chiuso la prima parte del 2017 volando: sesto scudetto consecutivo con la Juventus, seconda finale di Champions League in carriera e trasferimento incredibile al Milan con tanto di fascia da capitano. Da lì per Bonucci inizia però un periodo negativo tra club, al Milan raccoglie molte critiche, e Nazionale, con la quale non riesce a centrare la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Poche settimane di buio però non possono cancellare un recente passato radioso e un futuro di sicuro protagonismo. Bonucci rimane un simbolo dello sport viterbese e di lui alla fine se ne parla e se ne parlerà sempre, finché non appenderà gli scarpini al chiodo. E poi magari, chissà.