Rifiuti, la provincia di Viterbo traina il Lazio: differenziata +10% | Tutti i dati

Rifiuti, la provincia di Viterbo traina il Lazio: differenziata +10% | Tutti i dati

Meno rifiuti urbani e più raccolta differenziata: nella Tuscia dati positivi per la raccolta dei rifiuti, che è la provincia che cresce più di tutte le altre del Lazio tra il 2014 e il 2015. I dati del rapporto ISPRA 2016.

ADimensione Font+- Stampa

Meno rifiuti urbani e più raccolta differenziata: nella Tuscia dati positivi per la raccolta dei rifiuti. Ecco i dati più significativi. La provincia di Viterbo tra il 2014 e il 2015, considerando gli ultimi dati aggregati dello studio ISPRA 2016, ha registrato un incremento della percentuale di raccolta differenziata passando da un pessimo 34,2%, ad un mediocre 44,9% (nel 2013 il dato era del 25,9%). Si passa da circa 45.000 tonnellate di differenziata a circa 58.000. I rifiuti indifferenziati sono invece circa 70.000 tonnellate. Un dato che fa ben sperare e che marca un trend positivo anche perché le tonnellate di rifiuti urbani prodotti contestualmente diminuiscono passando da 132.000 tonnellate circa a quasi 129.000 (la media è di 402 kg per abitante).

Il dato del 2014 migliorava già sensibilmente quello del 2013 quando i rifiuti differenziati erano circa 35.000 tonnellate, pari al 25,9%. Nel 2012 erano il 27,21, nel 2011 era il 22,1%. La percentuale di raccolta differenziata vede nel 2015 la provincia di Viterbo distaccare sensibilmente le altre provincie del Lazio che solo l’anno prima erano più vicine. Ad esempio se Viterbo passa dal 34,2% al 44,9%, Roma passa dal 33,5% al 38,1%, Latina dal 29,3% al 34,2%, Frosinone dal 32,2% al 34,3%, Rieti dal 20,4% al 26,5%. Dati che colpiscono alla luce delle tante situazioni critiche che in questi mesi hanno coinvolto il Capoluogo a causa di una difficile gestione delle isole di prossimità\isole ecologiche, molte delle quali sembrano quasi in stato di abbandono a causa delle incomprensioni tra Comune di Viterbo e Viterbo Ambiente (sulla diversità di vedute, leggere Isole di prossimità: se sono abbandonate è colpa del contratto poco chiaro?).
 

 


 

A trainare la raccolta differenziata è l’inserimento della raccolta dell’umido che ha imposto una accelerata alle percentuali di raccolta. Delle circa 58.000 tonnellate, la frazione organica pesa circa 23.000 tonnellate, ovvero circa il 39,65% del totale dei rifiuti differenziati. Circa il 17% del totale.

La normativa europea aveva fissato il limite della raccolta differenziata al 60%, da raggiungere entro il 2012. Ecco perché il dato del 44,9% della provincia è da considerarsi mediocre, nonostante il grande incremento rispetto all’anno precedente. Il dato viterbese pone la Tuscia comunque sopra la media del centro Italia (43,8%), media notevolmente abbassata dal Lazio, unica regione sotto al 40% di media con il 37,5%. In tutta Italia la media è del 47,5%, trainata dai buoni risultati del Nord, dove spiccano Trentino Alto Adige (67,4%), Friuli Venezia Giulia (62,9%) e Veneto (68,8%) che sono le uniche regioni oltre al 60%. Al Sud la media è del 33,6%, ma spiccano in positivo i risultati di Campania (48,5%) Abruzzo (49,3%) e Sardegna (56,4%). Il dato peggiore è quello della Sicialia con il 12,6%.

I rifiuti prodotti per abitante in media passano dai 486,9 kg del 2011 ai 402,3 kg del 2015; mentre i kg di differenziata dai 107 del 2011 ai 180kg del 2015.

 

 

 

Decarta racconta la Tuscia