Per un’ora di luce in più, torna l’ora legale. Spostare le lancette avanti di 60 minuti

Per un’ora di luce in più, torna l’ora legale. Spostare le lancette avanti di 60 minuti

Prendere gli orologi che scandiscono il vostro tempo e portare le lancette avanti di un'ora. Questa notte, alle due per i puntuali, è scattata l'ora legale. Sette mesi con un'ora di luce in più.

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Prendere gli orologi che scandiscono il vostro tempo e portare le lancette avanti di un’ora. Questa notte, alle due per i puntuali, è scattata l’ora legale. Sette mesi con un’ora di luce in più.

Un cambio d’orologio che pesa, queste le stime fatte, il risparmio di circa 562 milioni di kilowattora di energia elettrica. Per un totale di 116 milioni di euro. L’ora solare tornerà, regalandoci in quel caso un’ora di sonno, tra il 27 e il 28 ottobre.

Quando nasce

La risposta è secca: meno di due secoli fa. Ma forse i lettori rimarranno ancora più sconvolti da quest’altra informazione: fino a metà ottocento in Italia l’orario non era unificato in tutto il Paese. Perchè si usava il riferimento al sole e si applicava l’ora locale. Cioè il mezzogiorno di Roma era diverso da quello di Palermo e ancor più da quello di Cagliari. Del resto i sistemi di trasporto e di comunicazione erano così lenti che a nessuno interessava un orario preciso.

Galeotta fu la rivoluzione industriale, con lo sviluppo di reti di comunicazione e trasporto a imporre l’orario unico. Gli studi geografici iniziarono a puntare attenzione a latitudini e longitudini e venne pensato il sistema dei fusi orari che trovò la prima codificazione mondiale con la Conferenza internazionale dei meridiani (Washington, 1884).

Poco dopo in Italia il Regio decreto 22 settembre 1866, regola ferrovie, telegrafi, poste e dei piroscafi “col tempo medio di Roma e quello nelle isole di Sicilia e di Sardegna a un meridiano preso nelle città di Palermo e di Cagliari”. In pratica si stabiliva che in Italia vigevano tre fusi orari: Roma, Sardegna e Sicilia. L’orario unico arriverà con il regio decreto 10 agosto 1893, sempre a fini ferroviari.

Nel frattempo si iniziava a parlare anche di ora legale, essenzialmente per risparmiare combustibili. E a spingere in questa direzione furono le due guerre mondiali e la crisi energetica degli anni Settanta.

Ora l’ora legale è disciplina dell’Unione europea recepita in tutti gli Stati. Così domani spostiamo le lancette ai sensi e per gli effetti della legge 4 giugno 2010, n. 96 (di attuazione della direttiva 2000/84/CE): “A decorrere dall’anno 2010 il periodo dell’ora estiva ha inizio alle ore 1,00 del mattino, tempo universale coordinato, dell’ultima domenica di marzo e termina alle ore 1,00 del mattino, tempo universale coordinato, dell’ultima domenica di ottobre”.