Pepponi si dimette: “prendo atto della distanza dalle mie posizioni”

Pepponi si dimette: “prendo atto della distanza dalle mie posizioni”

Ci scuserà Pepponi, ma pensare di ricoprire un ruolo pubblico e di esprimersi a titolo personale è fuori dal mondo tanto quanto dire che un tweet possa essere privato

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image“Ritengo che quanto ufficialmente espresso ieri dal Presidente non sia il pensiero della totalità degli associati, ma nel rispetto di quanto comunicato, prendo atto della distanza presa dalle mie personali posizioni e, pur continuando ad appoggiare il movimento, rassegno in maniera inderogabile le mie dimissioni da vicepresidente del gruppo”. Alessandro Pepponi, dopo aver preso le distanze da un certo giornalismo “che crea notizie da uno sfogo di un cittadino come tanti”, ribadisce la propria posizione che ritiene condivisa da “una larga maggioranza dei nostri elettori e delle persone che vivono quotidianamente il declino di Viterbo”. Insomma Ricci non sta lavorando come dovrebbe.

Lo aveva detto già ieri con un tweet al veleno (qui), condiviso su Facebook e sul quale era arrivato il like del presidente Andrea Moretti (leggi qui). Lo stesso che poi aveva mandato un comunicato per lamentarsi del nostro modo di fare giornalismo. Ovvero era scorretto, aveva sottolineato, prendere un “tweet privato” (leggi il commento di Roberto Pomi) e farne un caso, strumentalmente. Al nostro articolo sono poi seguite le prese di posizione di Serra e Calcagnini, che potete leggere qui e qui, che dimostrano quanto la visione limitata non sia stata la nostra.

“La mia storia personale e familiare – prosegue l’ormai ex vice-presidente di Viva Viterbo Alessandro Pepponi – mi ha insegnato che il diritto individuale di esprimere il proprio pensiero, senza condizionamenti di sorta, sia una delle più grandi libertà che ha l’uomo. Se il ricoprire la carica istituzionale di vicepresidente di Viva Viterbo non mi permette di esprimere un pensiero critico non necessariamente condiviso, o io non sono adatto alla carica, o la carica non è adatta a me. Sono invece pienamente soddisfatto da Viva Viterbo – prosegue – nell’ambito delle proprie competenze all’interno di questa amministrazione, e continuo a ritenere che il movimento di cui faccio parte, possa essere una delle poche chance che ha la nostra città per sperare in un futuro migliore”.

Ci scuserà Pepponi, ma pensare di ricoprire un ruolo pubblico e di esprimersi a titolo personale è fuori dal mondo tanto quanto dire che un tweet possa essere privato, come ha invece detto ieri il presidente di Viva Viterbo Andrea Moretti.

Caro Pepponi e cara Viva Viterbo, vivete un’eterna incoerenza. Da Moretti che esprime un like alla feroce critica a Ricci e poi invia una mail per smentire quel post, a Pepponi stesso che prima si dice soddisfatto del lavoro di Viva Viterbo e poi dice che la città, governata anche da Viva Viterbo, sta andando in declino. Insomma, non prendetevela con noi i giornalisti. Prendetevela con voi stessi.

 

ps.

Avevo scritto che Alessandro Pepponi è presidente della Fondazione Caffeina, errore mio, non lo è.

 

 

A scanso di equivoci ecco il testo completo della lettera di Alessandro Pepponi

Dato che nella giornata di ieri e non per la prima volta, un mio pensiero è stato utilizzato in maniera strumentale per colpire il movimento di cui faccio parte, anche da esponenti di spicco di un partito che nel passato non ha esitato a dare addosso a leali compagni di maggioranza, premetto che quanto segue è frutto di una riflessione meramente personale.

Personalmente preferisco altre forme di giornalismo rispetto a quello che crea notizie da uno sfogo di un cittadino come tanti, che enuncia, in forma privata e non ufficiale, una propria considerazione personale. Mi dispiace che sia stata interpretata come una strategia politica di gruppo, e mi risulta difficile pensare che un mio giudizio sull’operato di un assessore, possa addirittura rappresentare l’affondo definitivo all’amministrazione.

Sono fermamente convinto di quanto ho scritto ieri e di quanto ho già denunciato altre volte in diverse occasioni: questo centro storico – il cuore della nostra città – merita molto di più di quanto ha ottenuto negli ultimi anni.

Da questa amministrazione e da questo assessore mi aspettavo molto di più di quanto non sia stato effettivamente fatto.

Sono invece pienamente soddisfatto da Viva Viterbo nell’ambito delle proprie competenze all’interno di questa amministrazione, e continuo a ritenere che il movimento di cui faccio parte, possa essere una delle poche chance che ha la nostra città per sperare in un futuro migliore.

Ho motivo di credere che quanto da me espresso ieri possa rappresentare il pensiero di una larga maggioranza dei nostri elettori e delle persone che vivono quotidianamente il declino di Viterbo. Ma, in ogni caso, sono concetti che ho espresso diffusamente anche in passato e per cui combatto quotidianamente da quando sono tornato ad abitare in pianta stabile nel centro storico di Viterbo, ossia gli ultimi sei anni.

La mia storia personale e familiare mi ha insegnato che il diritto individuale di esprimere il proprio pensiero, senza condizionamenti di sorta, sia una delle più grandi libertà che ha l’uomo.

Se il ricoprire la carica istituzionale di vicepresidente di Viva Viterbo non mi permette di esprimere un pensiero critico non necessariamente condiviso, o io non sono adatto alla carica, o la carica non è adatta a me.

 Quanto accaduto ha semplicemente fatto accelerare una decisione che stavo maturando da tempo, per motivi personali e non politici.

Ritengo che quanto ufficialmente espresso ieri dal Presidente non sia il pensiero della totalità degli associati, ma nel rispetto di quanto comunicato, prendo atto della distanza presa dalle mie personali posizioni e, pur continuando ad appoggiare il movimento, rassegno in maniera inderogabile le mie dimissioni da vicepresidente del gruppo.

 

Alessandro Pepponi