Pellegrinaggio al Bullicame, le istituzioni cittadine battano un colpo

Pellegrinaggio al Bullicame, le istituzioni cittadine battano un colpo

"Le famiglie viterbesi subiranno l’ennesimo scippo dell’uso civico del Bullicame. Non è bello. L’educazione ci impedisce di dire ben altro". Così Giovanni Faperdue, che si sta battendo da sempre per la tutela e valorizzazione del patrimonio di acqua termale della città di Viterbo.

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Domenica 18 febbraio, le previsioni meteo su Viterbo, assicuravano pioggia e temperature da vero inverno. Poi il luogo del ritrovo, sul punto più alto della collina del Bullicame, dove il vento la fa da padrone assoluto, non ha incoraggiato certamente il plotone dei pozzaroli, a partecipare al pellegrinaggio al capezzale della nostra meravigliosa sorgente termale.

Così sono state poche decine i super eroi, che hanno sfidato impavidamente l’incombente minaccia di Giove Pluvio, a compiere il pellegrinaggio organizzato da Giovanni Faperdue (ex presidente Associazione Il Bullicame) e Franco Marinelli, per consolare quel che resta del Bullicame.

Da segnalare che l’unico personaggio politico di Viterbo che ha partecipato al pellegrinaggio è stata Chiara Frontini, accompagnata dal “camminatore” Giulio Febbraro. La rappresentante di Viterbo 2020, ha voluto anche immergere un dito nelle acque delle pozze. La prima pozza, quella circolare per intenderci, che riceve uno schizzetto di acqua dalla flebo che arriva dal San Valentino, le ha ricordato il mare d’inverno, mentre la seconda pozza quella più grande le ha invece evocato il Polo Nord.

Dalla sommità della collina si vedevano a occhio nudo gli sbuffi di vapore del liquido termale che fuoriusciva dal San Valentino, e si disperdeva nel Fosso Madonna degli Occhi Bianchi. A tutti la situazione del Bullicame è apparsa disperata, e se qualcuno non obbligherà la Gestervit a fare subito i lavori, la stagione delle pozze libere del Bullicame sarà pregiudicata anche quest’anno.

“Le famiglie viterbesi subiranno l’ennesimo scippo dell’uso civico del Bullicame. Non è bello. L’educazione ci impedisce di dire ben altro”. Così Giovanni Faperdue, che si sta battendo da sempre per la tutela e valorizzazione del patrimonio di acqua termale della città di Viterbo.

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