Pelicone e pellicole, storia di un posto da cinema a Vulci

Pelicone e pellicole, storia di un posto da cinema a Vulci

Per questa location nel 1984 transitarono Roberto Benigni e Massimo Troisi, insieme per girare un film indimenticabile: ‘Non ci resta che piangere’.

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Tuscia terra di cinema. La storia che forse non tutti conoscono, e che vogliamo raccontarvi oggi, ci porta al Pelicone.

Pelicone e pellicola si sono intrecciati negli anni e nella storia del grande schermo italiano. Siamo a Vulci, praticamente sotto al castello che ospita il museo etrusco. Tutto intorno lo sguardo di vacche maremmane e cavalli. Difficile non sentirsi osservati da queste parti. Uno dei luoghi forse più suggestivi dell’intera provincia e che vanta un tris di film di successo.

Per questa location nel 1984 transitarono Roberto Benigni e Massimo Troisi, insieme per girare un film indimenticabile: ‘Non ci resta che piangere’. Nel 1988 il Pelicone cattura l’immaginazione del regista Marco Bellocchio che gira da queste parti alcune scene di ‘La visione del Sabba’. Correva il 1997 e arrivano Aldo, Giovanni e Giacomo. L’esordio di un grande successo con ‘Tre uomini e una gamba’.

Troisi e Benigni incontrano a due passi dalla cascatella un mito. E’ Leonardo Da Vinci, alle prese con l’invenzione delle pale rotanti sull’acqua. Bellocchio fa scomparire nell’acqua una donna che gli perseguita la mente, giocando con il contemporaneo e il medioevo delle streghe. Infine Aldo, Giovanni e Giacomo fanno una cosa che viene in mente a tutti i visitatori del posto: fare il bagno nell’acqua cristallina del Fiora. Magari non tutti però pensano a ingaggiare una scena di nuoto sincronizzato, la vita non è un film.

 

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