Pd, scontro tra “anime” sulle comunali. La minoranza del partito scrive al segretario dell’Unione

Pd, scontro tra “anime” sulle comunali. La minoranza del partito scrive al segretario dell’Unione

Aria di comunali e nel Partito Democratico gli animi, anzi "le anime", tornano incandescenti. Massimo Costantini, Andrea Cutigni, Simone Margottini, Roberto Melchiorri, Elda Pizzi e Francesco Taratufolo - tutti membri della direzione dell’Unione Comunale - scrivono alla segretaria Martina Minchella.

ADimensione Font+- Stampa

Aria di comunali e nel Partito Democratico gli animi, anzi “le anime”, tornano incandescenti. Massimo Costantini,
Andrea Cutigni, Simone Margottini, Roberto Melchiorri, Elda Pizzi e Francesco Taratufolo – tutti membri della direzione dell’Unione Comunale – scrivono alla segretaria Martina Minchella.

Ecco il testo esatto della lettera.

“Cara Martina,
venerdì scorso si è svolta la direzione comunale che ha discusso del lavoro preparatorio per le imminenti elezioni amministrative nella città di Viterbo.

In quella sede ci siamo confrontati a lungo e, nonostante le differenze che c’erano e restano tra noi, abbiamo accettato di concludere unitariamente quella riunione votando all’unanimità il documento proposto dalla maggioranza e non quello che noi avevamo presentato. Così come, dopo aver proposto un coordinamento unitario e paritario che accompagnasse il partito in tutta questa fase elettorale, abbiamo accettato il semplice “allargamento” della segreteria comunale a un membro della minoranza nella persona di Andrea Cutigni.

Davvero adesso non si tratta di soffermarsi sui dettagli del documento o sulle virgole, ma sulla sostanza. Dopo mesi di incomunicabilità all’interno del Pd abbiamo scelto, ancora una volta, di privilegiare la via dell’unità del partito ritenendo straordinariamente importante la sfida che abbiamo di fronte.

Ora, a quasi una settimana dalla direzione comunale, l’organismo di coordinamento unitario non è mai stato convocato e riunito. Sappiamo che la segreteria comunale, coadiuvata da alcuni iscritti, sta consultando i consiglieri comunali uscenti, ma lo sappiamo dai consiglieri stessi e non dalla segreteria. Consultazioni di cui non si conoscono né i criteri né il programma e nemmeno le ragioni per cui alcuni assessori del Pd siano stati consultati e altri no.

Tra l’altro, secondo noi, prima di consultare i singoli consiglieri, sarebbe stato molto più utile incontrare l’intero gruppo consiliare per discutere tutti insieme delle cose fatte, delle nostre idee e del nostro progetto politico e amministrativo per la città.

Era stato preso l’impegno a promuovere rapidamente (nel giro di tre giorni si disse) gli incontri con i possibili alleati per delineare e definire la coalizione con cui presentarci alle elezioni, ma a oggi non abbiamo notizia né riscontro su questo.

Ieri mattina abbiamo appreso dai giornali che il Pd avrebbe individuato un suo candidato a sindaco e neanche di questo abbiamo avuto la possibilità di un confronto. Insomma, sono accadute delle cose per le quali la domanda sorge spontanea: ma cosa significano unità e condivisione?

Sappiamo bene che i tempi sono strettissimi e che c’è molto lavoro da fare e, anche per questo, ci siamo messi a disposizione, ma lo sforzo unitario o è comune oppure non lo è.

Per noi unità e condivisione significano lavorare insieme e confrontarci su tutte le scelte da compiere fino alle elezioni del 10 giugno. Unità e condivisione, se ancora non fosse chiaro, significa cambiare modalità di gestione del partito rispetto agli ultimi anni, visti i danni già causati da una gestione del partito a maggioranza.

La disponibilità l’abbiamo offerta pienamente e con generosità, ma i fatti accaduti negli ultimi giorni, come purtroppo negli ultimi anni, vanno in tutt’altra direzione.

Per queste ragioni ci sembra evidente che gli impegni assunti una settimana fa sono stati da voi stessi cancellati.

Cara Martina, è troppo forte la sensazione di una direzione politica del partito senza l’ambizione di provare a giocare per vincere. Dopo cinque anni di governo avremmo dovuto essere (o dovremmo essere) in campo per raccontare le cose fatte, gli errori compiuti e le cose da fare. Ciò per fare un discorso di verità alla città e rilanciare la nostra visione e le nostre priorità, per unire ancora le forze migliori di questa comunità intorno ad un progetto per il futuro.

L’impressione invece è che si voglia giocare una partita al ribasso solo per essere presenti nel prossimo consiglio comunale. Non sono questi né il profilo né la missione del Partito Democratico.

Continueremo il nostro impegno perché il Pd nasce per unire e non per dividere. E dove unisce riesce a vincere. La differenza di consenso al nostro partito tra le politiche e le regionali è lì a dimostrarlo.

Quella delle regionali del Lazio avrebbe dovuto e dovrebbe essere una lezione utile per affrontare queste elezioni amministrative. Prima ne facciamo tutti tesoro e prima evitiamo di ripetere errori gravi.

Nella città di Viterbo bisogna ricostruire il centrosinistra con pazienza e determinazione a partire dalle forze che hanno sostenuto Nicola Zingaretti e allargando a tutte quelle realtà civiche che intendono condividere con noi il percorso.

Soltanto così potremo essere credibili e competitivi.

Di queste cose dovremmo discutere nel partito per essere operativi in modo unitario, ascoltando e rispettando le opinioni di tutti, proprio perché abbiamo bisogno di tutti”.