Pd, gran parte del provinciale fa quadrato intorno a Egidi

Pd, gran parte del provinciale fa quadrato intorno a Egidi

Una parte della segreteria provinciale fa quadrato intorno al segretario Andrea Egidi e racconta da un'altra prospettiva cosa sta accadendo sullo scacchiere politico viterbese.

ADimensione Font+- Stampa

Pd provinciale, il vice segretario Manuela Benedetti, il responsabile dell’organizzazione Alessio Trani e gli altri componenti: Alessio Alessandrini, Michele Bassanelli, Piergiorgio Medori, Melissa Mongiardo, Lina Novelli, Giuseppe Pagliaccia, Elena Tolomei ed Emanuele Trevi; fanno quadrato intorno a Egidi.

Il segretario provinciale in queste ore è finito sotto attacco per le sue dichiarazioni sulla situazione creatasi a Palazzo dei Priori. Prima il presidente provinciale del Pd con la coordinatrice, al secolo Aldo Fabbrini e Tiziana Lagrimino, poi lo stesso Fioroni hanno sparato a zero su Egidi. La situazione dentro al Partito Democratico è esplosiva.

 

L’INTERVENTO A DIFESA DI EGIDI

“In un momento drammatico come quello di queste ore, che il segretario provinciale del Pd trami contro il suo stesso partito, è quanto di più divertente si potesse leggere.

La situazione viterbese, che solo agli occhi di chi non vuol vedere, non appare ormai da tempo incancrenita, è stata ed è tuttora per la segreteria provinciale un nodo difficile che in vari modi ha cercato di contribuire a sciogliere.

L’attacco personale al singolo, in questo caso il segretario provinciale che si legge, farebbe scelte in base a un presunto modo o metodo che si rifà a vecchi partiti che non ci sono più, è assurdo quanto irreale.

Chi afferma che quanto emerso in queste ore sia un’operazione contro il Pd lo fa sapendo di mentire e nascondendosi dietro la maschera di un Pd renziano che purtroppo per loro, poco gli assomiglia.

La linea politica della federazione provinciale è frutto di condivisione negli organi predisposti, organi nei quali si discute, ci si confronta nei diversi approcci e metodologie, a volte anche scontrandosi ma giungendo a una sintesi che è di tutti ed è rappresentata legittimamente dal segretario.

Si può affermare che ci sia stato disinteresse da parte degli organi dirigenti verso il capoluogo e insinuare una poca competenza in materia, solo se, come accade ormai da tempo, non si prende parte al lavoro politico provinciale di un partito ma si preferisce fare altro come a esempio creare un movimento politico che si pone concorrente al partito che si pretende all’occorrenza di rappresentare.

La mancata partecipazione porta alla mancata conoscenza di ciò che avviene. La mancata conoscenza porta a valutazioni errate nel giudizio.

Per semplice informazione, il ricorso sulla legittimità della commissione provinciale di garanzia è stato respinto a livello regionale; il comitato di tesoreria è stato nominato dalla suddetta commissione che ha già approvato il bilancio.

Entrando nello specifico della questione di Viterbo città, la maggioranza del gruppo consiliare Pd, dopo un lungo periodo di sofferenza durante il quale non ha mancato di dimostrare comunque senso di responsabilità, ha certificato che la misura era colma interpretando lo stato d’animo che il capoluogo vive ormai da tempo.

La segreteria provinciale ha preso atto della posizione espressa dalla maggioranza del gruppo consiliare.  Non si può pretendere che la minoranza si adegui a quanto emerso ma allo stesso tempo risulta al di fuori di ogni logica, in un partito che si chiama in più Democratico, l’editto di espulsione annunciato dal coordinatore dell’unione comunale.

Non ci interessa far ripiombare il Pd e la città di Viterbo in discussioni logore e antiche; chi cerca di resuscitare vecchie dinamiche lo fa per lo più per motivi di parte non arrendendosi a un mondo e a una realtà politica in grande mutamento”.