Parco Canile – “Si può fare, ditelo al vicesindaco Ciambella”

Parco Canile – “Si può fare, ditelo al vicesindaco Ciambella”

Parco Canile, gli animi tornano ad accendersi. Le associazioni animaliste Mifidodifido, Musi Sereni, Amici Animali onlus, Movimento Animalista Viterbo scrivono alla stampa per rivolgersi al vicesindaco Luisa Ciambella.

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Parco Canile, gli animi tornano ad accendersi. Le associazioni animaliste Mifidodifido, Musi Sereni, Amici Animali onlus, Movimento Animalista Viterbo scrivono alla stampa per rivolgersi al vicesindaco Luisa Ciambella.

Riportiamo fedelmente il contenuto della lettera inviata ai giornali. 

 

“Accogliamo con piacere quello che emerge dalla stampa di questi ultimi giorni relativamente al Parco Canile, che, rammentiamo, con un atto di indirizzo del Consiglio Comunale, ha fatto un passo decisivo verso la sua auspicabile realizzazione.

Tale atto, votato da maggioranza e opposizione, chiede alla Giunta di dare seguito a una precisa volontà, adottando gli atti conseguenti, a partire dall’affidamento dell’incarico a un professionista per la redazione del progetto.

Progressivamente stanno cadendo tutte le riserve (compresa quella del vincolo boschivo) che l’amministrazione, in particolare nella figura dell’assessore Ciambella, ha fin dall’inizio manifestato sull’argomento, nonostante le reiterate e articolate motivazioni che le associazioni animaliste hanno rappresentato circa la sostenibilità della sua realizzazione, sia in termini di economicità che per il miglioramento delle condizioni di vita degli animali e l’incremento delle adozioni.

A sostegno del Parco Canile sono state portate autorevoli testimonianze, prima tra tutte quella della Prof.ssa Paola Tintori, responsabile del Parco Rifugio di Perugia, la quale, nel Convegno, svoltosi il 26 novembre 2016 presso la sala della Provincia, ha illustrato dettagliatamente tutti i vantaggi che tale struttura produce per le casse comunali e per un maggiore benessere animale.

Di contro, non sono stati mai chiariti i motivi di interesse per altre eventuali scelte messe in campo da alcuni ben noti esponenti dell’amministrazione comunale che, fin da subito, hanno contrastato, in maniera capziosa e pretestuosa il progetto del Parco Canile.

Ne è riprova anche questa ennesima immotivata preoccupazione esternata dal vicesindaco Ciambella, ovvero del possibile inquinamento delle falde, la cui inesistenza è stata più volte ribadita nelle relazioni dello studio eseguito dal geologo Prof. Pagano. Stiamo parlando di documentazione agli atti dell’amministrazione, i cui esiti sono stati puntualmente riportati nel dibattito consiliare; appare quindi, anche in questo caso, quantomeno assurdo che si pongano come possibili nuovi problemi, quelli da tempo risolti e superati.

Poiché non abbiamo mai fatto mancare la nostra paziente collaborazione, anche in questa occasione appare utile non solo mettere a disposizione le copie di tali studi, ove necessario, ma anche portare a conoscenza di tutti gli interessati, delle parti salienti relative allo studio idrogeologico dei terreni dove ha sede il canile di Bagnaia.
L’indagine è stata condotta dallo Studio Pagano di tecnologie per la Geologia e l’Ambiente (Geofisica–Geotecnica– Idrogeologia), sito in Viterbo. Riportiamo testualmente alcuni stralci significativi: Pag.4: “L’area del canile non ricade all’interno dell’area del bacino afferente la sorgente Votamare, escludendo così anche l’ipotesi di una qualsiasi possibilità di trasmissione d’inquinanti idroveicolati attraverso le acque di ruscellamento superficiale. In altre parole la posizione attuale del canile appare compatibile con il quadro idrogeologico, per cui il rischio di interferenza con l’opera di captazione appare del tutto trascurabile.”

Pag.5: “La modesta permeabilità del terreno di copertura minimizza il rischio di inquinamento”.
Le conclusioni: “Sulla base delle osservazioni effettuate, il sito in esame presenta condizioni idrogeologiche tali da risultare idoneo all’attività svolta dall’E.N.P.A; la vulnerabilità risulta infatti moderata ed il sito risulta abbondantemente lontano dalla sorgente Votamare alta utilizzata dal Comune di Viterbo a scopo idropotabile. Ci troviamo inoltre al di fuori della zona di rispetto definita dall’Amministrazione ai sensi del DPR 236/88”.
Va anche chiarito per chi legge, perché il Vice Sindaco e il Dirigente Dott.Celestini ne sono ovviamente a conoscenza, che le deiezioni vengono raccolte, chiuse in appositi contenitori e ritirate dalla ditta preposta; magari sarebbe auspicabile ritirarle in modo puntuale, non come spesso succede con intervalli di tempo biblici, che comportano, questi sì, seri rischi di varia natura, ma questa è un’altra storia, sulla quale magari torneremo.

In definitiva, ci preme chiarire che non esistono ostacoli reali per realizzare il Parco Canile, un’opera meritoria a cui tengono tutte le persone perbene e dotate di un minimo di sensibilità verso le condizioni di vita dei poveri cani che, per varie ragioni, restringiamo in vere e proprie prigioni. In tal senso si è espressa, a suo tempo, persino l’Amministrazione Comunale a cui la vicesindaco Ciambella appartiene, se non ricordiamo male. Pertanto la invitiamo, con fermezza, a cessare questa insopportabile attività ostativa, le cui uniche ragioni possono essere soltanto o un odio viscerale verso gli animali o interessi non commendevoli che la fanno propendere, visibilmente, verso altre soluzioni, assolutamente non condivisibili. Delle due, non sapremmo proprio dire quale sarebbe peggio”.

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