Paolo Cavalloro, 22 anni e la voglia di lavorare per rendere Viterbo una città turistica vera

Paolo Cavalloro, 22 anni e la voglia di lavorare per rendere Viterbo una città turistica vera

Paolo Cavalloro, 22 anni. Uno dei più giovani in lista per le comunali di Viterbo. Classe 1996, artigiano, la fissa per il turismo e lo sguardo al modello Civita di Bagnoregio. Sogna una valorizzazione turistica per il capoluogo. In corsa con Viterbo dei Cittadini, a sostegno del candidato sindaco Francesco Serra. Lo abbiamo incontrato.

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Paolo Cavalloro, 22 anni. Uno dei più giovani in lista per le comunali di Viterbo. Classe 1996, artigiano, la fissa per il turismo e lo sguardo al modello Civita di Bagnoregio. Sogna una valorizzazione turistica per il capoluogo. In corsa con Viterbo dei Cittadini, a sostegno del candidato sindaco Francesco Serra. Lo abbiamo incontrato.

 

Cosa ti ha spinto a fare questa scelta di candidarti per Palazzo dei Priori così giovane?

“Ritengo che la politica rappresenti uno strumento formidabile per dare risposte alle varie problematiche di tutti e importante per intervenire in maniera positiva sulla qualità della vita della gente. Penso che le persone della mia età riescono a capire meglio determinate cose e possono essere preziose perché hanno nuove idee. Ho quindi deciso di candidarmi per dare un contributo al miglioramento della città”.

Cosa è importante per Viterbo? Per cosa vorresti impegnarti?

“Viterbo e la Tuscia sono uno dei luoghi più belli del mondo. Un territorio pieno di potenzialità non messe a frutto. Il turismo deve essere una tigre da cavalcare, come ci ha insegnato Bagnoregio con Civita. Anche Viterbo ha delle cose da raccontare, delle emozioni da esprimere. Mi vorrei impegnare per un piano di crescita turistica, che costruirei partendo dal confronto con realtà positive vicino a noi”.

Cosa ami di più e cosa ti dà più fastidio di Viterbo?

“La cosa che mi dà più fastidio è chi parla male della propria città. La trovo una cosa inutile e vergognosa. Difficile individuare una cosa che amo di più. Direi passeggiare tra le vie di San Pellegrino, mi ricorda l’infanzia e mi dà la sensazione di trovarmi in un luogo senza tempo”. 

Il tuo sogno per questa città?

“Che possa vivere con la sua bellezza. Che riesca a sviluppare un’economia della bellezza”.