Panunzi (Pd): “Il ritardo dei pagamenti dei contributi comunitari dipende dall’AGEA”

Panunzi (Pd): “Il ritardo dei pagamenti dei contributi comunitari dipende dall’AGEA”

"Il ritardo nell'erogazione dei contributi comunitari dipende dall'AGEA. Per risolvere definitivamente il problema è stata inserita nel programma di Nicola Zingaretti la proposta d’istituire al posto dell’agenzia un organismo pagatore regionale". Lo afferma il consigliere regionale Enrico Panunzi, candidato per il Partito Democratico alle elezioni regionali del 4 marzo.

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“Il ritardo nell’erogazione dei contributi comunitari dipende dall’AGEA. Per risolvere definitivamente il problema è stata inserita nel programma di Nicola Zingaretti la proposta d’istituire al posto dell’agenzia un organismo pagatore regionale”. Lo afferma il consigliere regionale Enrico Panunzi, candidato per il Partito Democratico alle elezioni regionali del 4 marzo.

“Non abbiamo alcuna responsabilità – prosegue Panunzi -. È l’AGEA ad avere competenza per l’erogazione di aiuti, contributi, premi e interventi comunitari nelle regioni italiane che non hanno costituito un proprio organismo pagatore. Tra queste rientra anche il Lazio.

Siamo consapevoli che il ritardo dei pagamenti dei contributi comunitari mette in gravissima difficoltà il settore agricolo della nostra regione. Stiamo facendo tutto il possibile perché questa situazioni si sblocchi quanto prima. Non avere certezze sui tempi di pagamento penalizza gli imprenditori e causa difficoltà negli investimenti che un’azienda intende realizzare.

Inaccettabile, perché questi contributi rappresentano il giusto riconoscimento e un importante sostegno economico per chi ha sottoscritto degli impegni precisi. Queste difficoltà si sono accentuate nel 2017 per le gelate primaverili in alcune zone del Lazio, con grossi danni alle colture arboree come nocciolo, viti e fruttiferi in generale, e la siccità che ha compromesso la produzione agricola di tutta la provincia di Viterbo. Il comparto è formato da migliaia di imprese che sono un’eccellenza e quindi vanno tutelate con tutti i mezzi legislativi esistenti”.

Decarta racconta la Tuscia