“Pane di Santa Rosa”, “Crema dei facchini” e tanto altro. La tradizione è servita in tavola

“Pane di Santa Rosa”, “Crema dei facchini” e tanto altro. La tradizione è servita in tavola

A Viterbo in questi giorni di fine agosto si respira aria di festa, la città è in trepidazione per il passaggio della Macchina e i maestri pasticceri del capoluogo non mancano di onorare la Santa Patrona con le loro creazioni, deliziando gli occhi e i palati di grandi e piccini.

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A Viterbo in questi giorni di fine agosto si respira aria di festa, la città è in trepidazione per il passaggio della Macchina e i maestri pasticceri del capoluogo non mancano di onorare la Santa Patrona con le loro creazioni, deliziando gli occhi e i palati di grandi e piccini.

”Santa Rosa infiamma l’orgoglio viterbese – spiega Andrea De Simone, direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – e riesce a ispirare la creatività dei nostri artigiani, che, con grande maestria e passione, riescono ad interpretare con innovazione la tradizione viterbese”.

I colori di un’estate che sembra non voler finire, il caldo abbraccio del sole di settembre, i suoni che evocano l’impresa dei facchini e i profumi delle delizie sfornate per l’occasione riempiono la città dei Papi, che risplende come non mai sotto lo sguardo della sua Santa. Immancabile e delizioso torna il ‘‘Pane di Santa Rosa”, tipico dolce a pasta lievitata arricchito e impreziosito da frutta secca di alta qualità della Tuscia (noci, nocciole e uvetta), simbolo della tradizione pasticcera del 3 settembre ed è la pasticceria Casantini a proporlo come ogni anno, a questo si aggiungono delle deliziose creazioni in pasta frolla e pasta di zucchero dedicate ai facchini e alla Città di Viterbo e fedeli riproduzioni della macchina di Santa Rosa in finissimo cioccolato al latte e fondente. Anche la pasticceria Lombardelli realizza con grande maestria numerosi prodotti di alta qualità dedicati alla patrona, tipici sono i suoi ”cestini di Santa Rosa”, in cui si trova il tradizionale Pane di Santa Rosa, arricchiti da vinsanto e dolci tipici viterbesi.

Si riconferma anche per quest’anno l’impegno della pasticceria Catanese che rinnova la tradizionale distribuzione, ad opera del sodalizio, dei ”facchini di marzapane” ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale di Belcolle. Per la gioia degli amanti del freddo piacere, torna ”crema di facchini” a base di castagne e gianduia, il gusto creato dai gelatai dell’Antica latteria, storica gelateria viterbese, in onore degli eroi che trasportano il campanile per le vie della città.

Novità 2016 è ”Rosa” gusto a base di latte e petali di rosa dal gusto delicato e vellutato, creazione dalla gelateria Crema e Latte di Vasanello, dedicato a Viterbo e a S. Rosa. Gelato alla rosa anche presso la rinomata pasticceria Polozzi, con estratto naturale di rosa, oltre a ”Rose”, delle deliziose tortine di pasta frolla e mele.

Il Forno Fiore, invece, sta preparando i rinomati ”Maritozzi di santa Rosa, del facchino e del mini-facchino”.

”La maestria artigiana – continua De Simone – riesce ogni anno a descrivere perfettamente il sentimento di fratellanza e comunione che unisce i viterbesi in occasione della festa. I cittadini si stringono l’un con l’altro e nell’aria si respira la voglia di condivisione e solidarietà, ancora di più in questi giorni. Siamo tutti di un sentimento, celebre motto viterbese che rispecchia perfettamente l’iniziativa all’iniziativa promossa dalla Pasticceria Cose Buone che, per le celebrazioni della patrona, ha preparato le ”sfoglie di santa Rosa”, rose di sfoglie insaporite con la frutta dello storico frutteto curato dalle suore di clausura del convento di santa Rosa. Parte degli incassi saranno donati al convento stesso per la manutenzione del frutteto e per altre opere benefiche. Tutto è pronto dunque per i festeggiamenti più importanti della città di Viterbo e, anche quest’anno, a trionfare è il prodotto artigianale, un tripudio di colori e profumi, prodotti della tradizione dal gusto sempre più raffinato e ricercato.

”Il nostro patrimonio più grande e più importante continua ad essere la conoscenza, il know how, il saper fare che ci viene dal passato e che ogni giorno i maestri artigiani riescono a rivisitare per rispondere meglio alle esigenze del presente”.

E al termine di questo excursus alla scoperta delle dolcezze di alta qualità dedicate alla santa e ai suoi facchini, non resta che unirci al consueto ”Evviva santa Rosa! Evviva i facchini!”.

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