Palazzo Gentili, Nocchi rifà “la giunta” ma l’opposizione chiede lumi

Palazzo Gentili, Nocchi rifà “la giunta” ma l’opposizione chiede lumi

Pietro Nocchi rimette “in uso” gli assessori. A Palazzo Gentili torna la giunta, anche se tutto è diverso rispetto ai tempi pre Delrio. La riforma delle Province ha generato un quadro complicato, dove unico centro certo è rappresentato dal presidente.

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Pietro Nocchi rimette “in uso” gli assessori. A Palazzo Gentili torna la giunta, anche se tutto è diverso rispetto ai tempi pre Delrio. La riforma delle Province ha generato un quadro complicato, dove unico centro certo è rappresentato dal presidente.

Anche questo non più eletto dai cittadini ma figlio di una modalità elettiva detta di secondo livello. In sostanza a sceglierlo sono sindaci e consiglieri dei comunali. Gli stessi che eleggono anche il consiglio. Tra le facoltà del presidente quella di assegnare le deleghe ai consiglieri. Così Nocchi ha firmato il decreto che spartisce i compiti: a Maurizio Palozzi Viabilità e Lavori Pubblici, a Eugenio Stelliferi Edilizia Scolastica e Formazione Professionale.
Poi abbiamo le deleghe di Aldo Fabbrini: Servizi Sociali, Assistenza Disabili, Bilancio, Programmazione Economica, Pari Opportunità. Al sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli Società Partecipate e Governance mentre Carlo Postiglioni avrà Energia, Parchi, Polizia Provinciale, Protezione Civile, Patrimonio e Progetti Comunitari.

Tutti incarichi di collaborazione con il presidente a consiglieri Pd. I Moderati e Riformisti hanno avuto la vicepresidenza a Livio Treta, con buona pace di Massimo Paolini da Montefiascone. Sull’assegnazione delle deleghe vuole vederci chiaro il gruppo Centrodestra Unito e Civici: “Tenendo conto che lunedì scorso si è svolta una seduta di consiglio provinciale nella quale si è comunicata e certificata la costituzione di due gruppi in seno al consiglio forse sarebbe stato opportuno da parte del presidente Nocchi informare i consiglieri tutti sulla volontà di attribuire competenze specifiche.

Detta carenza, oltre a certificare incontrovertibilmente la poca considerazione dell’organo consiliare, rappresenta anche la violazione dell’ art. 3 disciplinante il consiglio provinciale che indica tra i “primi adempimenti del consiglio” oltre all’enunciazione degli indirizzi di governo dell’ente, anche la nomina dei componenti della giunta che per analogia, a seguito della scellerata riforma Del Rio bocciata dal popolo italiano, sono ridotti a meri consiglieri con delega a “mandato ridotto”.

“Stiamo assistendo a questo primo periodo di presidenza Nocchi seguendo le poche iniziative amministrative ed entrando nel merito dell’attività di governo dell’ente – continuano -.

Proprio in occasione dell’ultimo consiglio provinciale abbiamo indicato alcune importanti problematiche relative al mantenimento di partecipazioni societarie antieconomiche, non strategiche né strumentali ai fini istituzionali dell’ente, evidenziando criticità a nostro giudizio più che evidenti del sistema e votando contro a scelte improvvide che la maggioranza di centro sinistra ha ritenuto dover comunque adottare.

Per quanto ci riguarda anche alla luce di deleghe attribuite, per le quali fino ad oggi ci era stato assicurato non essere più di competenza provinciale, invitiamo il presidente Nocchi a riferire quanto prima in consiglio provinciale sul significato di attribuzione e modalità di espletamento delle stesse, oltre che sui contatti intercorsi con la Regione Lazio in ordine alla eventuale riattribuzione di competenze all’ente delle quali in consiglio provinciale e l’ intera provincia di Viterbo deve necessariamente e debitamente essere informata”.