Palazzo dei Priori, si apre oggi la campagna elettorale per il Comune di Viterbo

Palazzo dei Priori, si apre oggi la campagna elettorale per il Comune di Viterbo

E' tutta campagna elettorale e per i viterbesi lo sarà fino a fine maggio, primi di giugno. Non c'è scampo. Anzi, la questione diventerà sempre più pressante.

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E’ tutta campagna elettorale e per i viterbesi lo sarà fino a fine maggio, primi di giugno. Non c’è scampo. Anzi, la questione diventerà sempre più pressante.

Fino a ora la città non è stata terreno di confronto e scontro nell’attesa della pesata e misurazione di politiche e regionali. Ora che tutto è compiuto un nuovo complicato “gioco” è pronto a partire. In ballo già troviamo Chiara Frontini di Viterbo2020, pronta a fare il sindaco. Poi c’è Massimo Erbetti, voluto dal Movimento Cinque Stelle come propria guida a Palazzo dei Priori. E’ entrato in pista, ieri, anche Filippo Rossi. Pure lui in pista come primo cittadino. 

Alla salsa che si sta preparando per servire ai viterbesi manca qualcuno che non è riuscito a entrare al Parlamento e in Regione e altri che erano rimasti in attesa. Usciranno tutti allo scoperto a breve perché i giorni che ci separano al voto non sono molti: una sessantina. 

C’è quindi da darsi da fare, anche perché la confusione è tanta. Inoltre abbiamo il vento politico radicalmente mutato e c’è da capire che effetto produrrà sull’elettorato per le amministrative. Poi c’è lo spezzettamento di Regione di centrosinistra e governo di … boh. Sullo sfondo, molto sbiadita, l’amministrazione Michelini. Debole, debolissima. Con un perno nel mondo fioroniano entrato profondamente in crisi dopo la non elezione di Giuseppe Fioroni e la mancata elezione (anche se non è detta ancora l’ultima parola) di Luisa Ciambella in Regione Lazio. 

Che farà Michelini? Esiste ancora? Saluterà, sparirà senza dire niente o si ripresenterà rivendicando la sua come una buona amministrazione? Certo non rimettersi in gioco. da parte del sindaco uscente, necessiterebbe di un perché. 

Unica certezza: siamo nel vortice e potete giuraci che non si faranno prigionieri. 

 

Decarta racconta la Tuscia