Palazzo dei Priori, la maggioranza ha tanti mal di pancia

Palazzo dei Priori, la maggioranza ha tanti mal di pancia

Fratelli coltelli dentro la maggioranza Michelini? A un anno e mezzo dal varo della nave arrivano i primi segnali di ammutinamento. I mal di pancia sono tanti e servirebbe qualcosa di più del Malox.

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comune“Stacchiamogli la spina” è il commento più estremo. Quello detto sottovoce, e lontano da occhi indiscreti. “Così non si va da nessuna parte” è il commento più soft. Sono questi tutti i borbottii che escono da un po’ di settimane a questa parte dallo stomaco di Palazzo dei Priori. Diciamo che la maggioranza, che appoggia il sindaco Leonardo Michelini, ha qualche problema a digerire. Sì, a digerire se stessa. 

Il numero uno di via Ascenzi tende a fare il pompiere e a stemperare le cose, ma il malcontento per quello che si sta facendo (i maliziosi della stessa maggioranza commenterebbero a microfoni spenti: perché si sta facendo qualcosa?) inizia a essere palpabile. Basta vedere cosa è accaduto all’ultimo consiglio comunale, dove pure il mite e fedelissimo del sindaco Paolo Simoni ha sbottato e ha lasciato la sala del consiglio, staccando la spina alla seduta di consiglio. 

Il gruppo più burrascoso pare essere proprio la lista del sindaco. Quella pensata a livello d’immagine per racchiudere il senso della candidatura micheliniana: andare ‘Oltre le mura’; e a livello di politica solida (quella dei numeri) per caricare i voti di quel pezzo di centrodestra talmente nauseato da Giulio Marini da essere disposto a tutto pur di impedirgli un secondo mandato.

La “sbottata” di Simoni non è un caso, ma anche Goffredo Taborri pare bollire e non poco. Stessa cosa dicasi di Francesco Moltoni, assente alla riunione di maggioranza e in consiglio. Casualità? C’è poi la componente Sel, della cui esistenza qualche consigliere di maggioranza sembra non essersi neanche accorto. Soprattutto viene raccontata trasparente come un’ostia l’assessore vendoliana Raffaella Valeri. Lo stesso parere investe Sandra Zucchi. Anche la componente di Viva Viterbo genera perplessità. Pare che diversi di area Pd, girandosi e trovandoseli tra i banchi, siano attraversati da una domanda del genere: “Ma questi che ce li siamo caricati a  fare?”.

Insomma, dopo un anno e mezzo di navigazione, inizia a esserci polvere sotto i tappeti.