Orrore a Tarquinia – Operai pagati 3,90 all’ora, niente ferie e minacce pesanti. 4 arresti

Orrore a Tarquinia – Operai pagati 3,90 all’ora, niente ferie e minacce pesanti. 4 arresti

"Un sistema perverso e spregiudicato di sfruttamento degli operai, costretti a subire un regime di vita insostenibile per garantire la propria sopravvivenza". Così la Guardia di Finanza definisce la situazione simile alla schiavitù trovata in un'azienda metalmeccanica di Tarquinia.

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“Un sistema perverso e spregiudicato di sfruttamento degli operai, costretti a subire un regime di vita insostenibile per garantire la propria sopravvivenza”. Così la Guardia di Finanza definisce la situazione simile alla schiavitù trovata in un’azienda metalmeccanica di Tarquinia.

Una settantina di dipendenti erano sottopagati, costretti a straordinari retribuiti una miseria, mentre gli venivano negate le ferie, la malattia retribuita, il trattamento di fine rapporto e la tredicesima. Tutto per circa 9 anni e sotto la costante minaccia di conseguenze o di licenziamento, anche violenta, secondo quanto ha svelato un’inchiesta coordinata dalla procura di Civitavecchia.

Minacce, dimissioni firmate in bianco, contratti di lavoro part-time anche se a lavoro ci si stava tutto il giorno, straordinari non pagati o pagati una miseria: 2 euro all’ora. Ma a volte non sarebbero state neanche pagate. I lavoratori, spiegano i finanzieri, venivano pagati con una retribuzione oraria di molto inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro per i metalmeccanici ossia circa 3,90 euro a fronte di un importo previsto non inferiore agli 8,28 euro.

Quattro proprietari dell’azienda sono stati arrestati per estorsione e sequestro di persona – un’operaia fu tenuta chiusa in una casa di campagna perché non parlasse con la Finanza – minacce e truffa all’Inps, perché avevano anche mancato di versare per anni i contributi. Il profitto illecito si stima in almeno 1,2 milioni di euro.

L’intero complesso aziendale è stato affidato alla gestione di un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale di Civitavecchia, a tutela delle posizioni lavorative. Due degli arrestati sono finiti in carcere, due ai domiciliari. Il consulente del lavoro che suggeriva le manovre fraudolente, dopo essere stato interdetto dall’esercizio dell’attività professionale, ha ricevuto la notifica del provvedimento cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.