Ombre Festival nel segno di Falcone e Borsellino

Ombre Festival nel segno di Falcone e Borsellino

Nel segno di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La seconda edizione di Ombre Festival (a Viterbo dall'8 al 15 luglio) nasce e si identifica nel ricordo dei due magistrati siciliani uccisi dalla mafia. L'organizzazione è sempre dell'Associazione Mariano Romiti, nata 6 anni fa attraverso l'intuizione di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato che in questo periodo ha lavorato sodo per dare visibilità e diffondere (soprattutto fra i più giovani) la cultura della legalità

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Nel segno di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La seconda edizione di Ombre Festival (a Viterbo dall’8 al 15 luglio) nasce e si identifica nel ricordo dei due magistrati siciliani uccisi dalla mafia. L’organizzazione è sempre dell’Associazione Mariano Romiti, nata 6 anni fa attraverso l’intuizione di un gruppo di appartenenti alla Polizia di Stato che in questo periodo ha lavorato sodo per dare visibilità e diffondere (soprattutto fra i più giovani) la cultura della legalità. L’anno scorso la kermesse ebbe come filo conduttore l’ombra, intesa come zona di grigio e di non conoscenza; quest’anno avrà come tema portante l’omertà (cioè il non detto, il nascosto), il cui muro fu squarciato proprio dai due giudici che con il famoso maxiprocesso di Palermo per la prima volta riuscirono a far condannare centinaia di appartenenti a Cosa nostra. “Nel gennaio del 1993 – spiega Alessandro Maurizi, presidente dell’associazione – la Cassazione confermò definitivamente le condanne: poche mesi dopo, Falcone (in maggio) e Borsellino (in luglio) furono barbaramente trucidati insieme alle loro scorte. Fu la vendetta terribile di Totò Riina. Intitolare la nostra manifestazione a due emblemi dell’antimafia è stato un atto di coraggio che ci ha impegnato notevolmente, ma abbiamo deciso di insistere facendoli ricordare attraverso la presenza e la testimonianza di importanti personaggi che vissero in prima persona quegli anni e che, in alcuni casi, con loro lavorarono fianco a fianco”.

Alla presentazione ufficiale degli eventi anche il questore Lorenzo Suraci: “Si tratta di un festival importante, il cui merito va esclusivamente all’Associazione Mariano Romiti, dedicata ad un nostro collega ucciso dalle Brigate rosse. Noi, come questura, offriamo un contributo alla fase organizzativa soprattutto quando arriveranno qui a Viterbo personaggi di rilievo”. Venerdì 14, ad esempio, è prevista ad uno degli eventi la presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli. “La città è orgogliosa del vostro lavoro e vi fa i complimenti – interviene l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi – Peraltro, il riconoscimento alla qualità della vostra proposta arriva anche dalla Regione. Mi sembra poi particolarmente significativo che il vostro impegno nel 2017 sia dedicato a rischiarare qualche zona d’ombra che purtroppo nel nostro Paese non manca mai”. Di particolare interesse poi il premio Mariano Romiti junior che sta particolarmente a cuore all’assessore ai servizi sociali Alessandra Troncarelli (figlia di Enzo, uno dei poliziotti fondatori dell’associazione): “Il festival sta crescendo – sottolinea – e nell’edizione di quest’anno mi pare che siano stati corrette alcune delle mancanze che si erano palesate in passato. La kermesse mi piace soprattutto perché è capace di abbracciare più settori e di interessarsi di varie tematiche”.

Negli anni, i membri della “Mariano Romiti” hanno avuto decine di incontri con gli studenti e proprio da queste esperienze è nato il concorso riservato a giovanissimi scrittori: la premiazione è fissata per lunedì prossimo. I finalisti provengono dal liceo classico Buratti, dal liceo scientifico Ruffini, dall’istituto Canonica di Vetralla e dal “Paolo Savi” di Viterbo. “Ricordo con particolare emozione – racconta Alessandro Maurizi – un incontro nell’aula magna dell’università. C’erano oltre 300 ragazzi e a spiegare quegli anni terribili c’era Giovanni Ayala. A scuola, purtroppo, ciò che accade fra il ’70 e il ’90 non si studia: al massimo si arriva alla Seconda guerra mondiale…”.

Diverse le iniziative collaterali legate a Ombre Festival. Intanto la facciata della Prefettura sarà illuminata ogni sera con le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; poi in Sala Regia sarà allestita una mostra con le immagini scattate da Carlo Panza e Michele Furci in un reportage realizzato in Calabria, con particolare riferimento a quanto fanno le associazioni e gli enti che gestiscono i beni confiscati alla malavita organizzata: il progetto si chiama Resilienza e comprende pure diversi video. Per tutta la durata del festival, poi, è prevista la diretta radiofonica e televisiva su internet. “Inoltre – annuncia Antonio Rocca dell’associazione Egidio 17 – abbiamo creato un network tra festival che si svolgeranno nello stesso periodo e che si integreranno tra loro, senza sovrapposizioni e contrapposizioni. Ogni contenitore (Ombre, Tuscia Film Fest. Ludika e altri ancora) manterrà la sua autonomia, ma tutti insieme contribuiranno insieme ai privati e ai commercianti del centro storico a rendere  più attraente Viterbo”.

Il gran finale è previsto il 28 luglio a Civita di Bagnoregio con il concerto della banda della Polizia di Stato. “Un evento di grande interesse – conclude il sindaco Francesco Bigiotti – che comporta un  notevole sforzo organizzativo e logistico. Siamo pronti e preparati poiché riteniamo che rendere omaggio alla memoria di uomini come Falcone e Borsellino sia un dovere per tutti noi”. In quella circostanza sarà presente anche Luca Barbareschi”.

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito www.ombrefestival.it oltre che nella versione cartacea.

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