Olimpiadi 2024 – La candidatura di Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti è solo una mossa di propaganda politica?

Olimpiadi 2024 – La candidatura di Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti è solo una mossa di propaganda politica?

Perché è venuta fuori questa idea? Possibile che i quattro sindaci non si rendano conto di quanto possa risultare poco credibile la loro azione? Eppure se la mossa è stata posta sulla scacchiere una ragione logica deve esserci. Con La Fune abbiamo scandagliato il caso e siamo partiti dall'origine.

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E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che le Olimpiadi 2024 arrivino nel Lazio. Soprattutto se l’idea è quella strampalata, uscita nella giornata di ieri, che vorrebbe come sedi dei giochi olimpici le quattro province laziali di Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone.

Quattro province, due a nord di Roma e due a sud, che rappresentano mondi talmente lontani che a volte è anche difficile immaginarle tutte parte della stessa Regione. Eppure i quattro sindaci dei capoluoghi si sono incontrati ieri e hanno lavorato sulla prospettiva di entrare in gioco al posto di Roma, visto che il sindaco Cinque Stelle Virginia Raggi ha deciso di dire no alla candidatura.

Avrebbe fatto difficoltà a spuntarla anche Roma, ma pensare che le quattro “cuginastre” pensino soltanto di tentare una mossa del genere sembra quasi una barzelletta. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, la “sparata” è davvero di quelle grosse.

Ma allora perché è venuta fuori questa idea? Possibile che i quattro sindaci non si rendano conto di quanto possa risultare poco credibile la loro azione? Eppure se la mossa è stata posta sulla scacchiere una ragione logica deve esserci. Con La Fune abbiamo scandagliato il caso e siamo partiti dall’origine.

Il Big Bang dell’idea della candidatura delle province

All’origine fu Ottaviani, sindaco di Frosinone. Il Big Bang dell’idea della candidatura delle province laziali a fine agosto, precisamente domenica 20. Ottaviani fa uscire una nota che vale la pena leggere parola dopo parola. Anche perché l’impianto del ragionamento è di quelli su cui vale la pena soffermarsi

La nota con cui Ottaviani, sindaco di Frosinone, lancia la proposta

“Se il sindaco di Roma dovesse insistere nella contrarietà rispetto al progetto delle Olimpiadi 2024 pur rispettando le opinioni della Raggi, credo che quattro città capoluogo del Lazio e la stessa provincia romana abbiano non solo il diritto, ma anche il dovere, di surrogarsi in quella che rappresenta un’opportunità unica per l’intero Paese. Se è vero, infatti, che le Olimpiadi vengono assegnate formalmente ad una città e non direttamente ad una nazione, è pur vero che il riverbero economico e di immagine investe lo Stato organizzatore e tutte le istituzioni che ad esso appartengono, dal governo centrale a quello regionale per finire con l’esecutivo del più sperduto municipio territoriale. La formula, quindi, potrebbe essere quella di indicare le Olimpiadi non semplicemente con il nome di “Olimpiadi di Roma 2024”, non permesso dalla giunta capitolina, bensì come “Olimpiadi di Roma Capitale 2024”, in quanto la Capitale è riferibile ad una intera nazione e non può essere appannaggio delle volontà, positive o negative, di un unico Comune. A quel punto, considerando il fatto che l’area della Capitale, sotto il punto di vista urbanistico e dei trasporti, copre l’intera provincia di Roma, spingendosi alle porte di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti, potrebbero essere proprio le quattro città capoluogo del Lazio a conferire il supporto istituzionale alle Olimpiadi, all’area metropolitana romana, e agli sforzi che stanno profondendo in questa direzione sia il Coni , sia il nostro Governo”.

Ma perché Ottaviani fa la mossa? Ecco la lettura di lichiestaquotidiano.it

In sostanza Ottaviani sembra dire: possiamo fare anche senza il Comune di Roma nel caso, con il supporto dei quattro capoluoghi laziali, fra cui Frosinone. Con la provocazione dell’accostamento di Frosinone all’organizzazione delle Olimpiadi Nicola Ottaviani ha ottenuto inevitabilmente un ritorno in termini di visibilità nazionale (su testate come Il Fatto Quotidiano ad esempio). Ha centrato in questo senso quello che sembra un obiettivo squisitamente politico. Il sindaco sta valutando se candidarsi alle prossime elezioni politiche per un seggio alla Camera: quale potrebbe essere il miglior sport al momento in cui cimentarsi nella partita per la visibilità se non quello del tiro al bersaglio contro la Raggi e la contrapposizione con i 5 Stelle? Soprattutto ora, mentre le Olimpiadi vanno di moda. Dopo il caos generato dalle sue dichiarazioni il sindaco ieri, in una nota, ha ripreso l’argomento così: “La formula “Olimpiadi 2024 Roma Capitale” per superare lo posizione di stallo, generato dall’attuale contrarietà della giunta del Capidoglio, rispetto alle Olimpiadi di Roma, servirebbe non solo a coinvolgere l’intera area metropolitana romana, a cominciare dai capoluoghi del Lazio, ma avrebbe l’effetto di costringere la Raggi a tornare sui propri passi. Il concetto di area vasta, spesso proposto dal presidente di Confindustria Stirpe e dalle forze politiche regionali, dovrà prima o poi trovare una declinazione concreta. Roma non appartiene solo all’assise comunale, ma all’intera nazione di cui continua ad essere la Capitale. Solo chi è abituato a considerare lo Stato come mero erogatore di servizi sociali, o ad aspettare che dal cielo possa cadere nuovamente la manna, girandosi i pollici, può ipotizzare di non reinvestire gli oltre 4 miliardi di euro, che Coni, comitato organizzatore e Governo hanno intenzione di stanziare per l’evento. Le Olimpiadi non coincidono solo con le tre settimane sportive, ma rappresentano almeno 6 anni di investimenti e migliaia di posti di lavoro per lo stesso periodo. Se il progetto riesce a partire, con la formula Roma Capitale, non solo città di Roma, credo impossibile che la Raggi non metta a disposizione gli impianti romani, per un’operazione mediatico commerciale che, è  bene ribadirlo, appartiene al Paese e non soltanto a quanti hanno la fortuna di avere un balcone che affaccia sui Fori imperiali”.

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