Le notizie da Viterbo e dalla Tuscia

La Giornata del rifugiato: “Superiamo l’emergenza e promuoviamo accoglienza diffusa”.

La Giornata del rifugiato: “Superiamo l’emergenza e promuoviamo accoglienza diffusa”.

Si celebra oggi a Viterbo, come in tutto il mondo, la Giornata mondiale del rifugiato. L’iniziativa, sponsorizzata a Viterbo da Arci e Arci Solidarietà, è stata presentata questa mattina in conferenza stampa. Le celebrazioni, che partono oggi, culmineranno nella tre giorni di Estasiarci con una festa in piazza dell’Unità d’Italia tra il 7 e il 9 luglio prossimi.

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Si celebra oggi a Viterbo, come in tutto il mondo, la Giornata mondiale del rifugiato. L’iniziativa, sponsorizzata a Viterbo da Arci e Arci Solidarietà, è stata presentata questa mattina in conferenza stampa. Le celebrazioni, che partono oggi, culmineranno nella tre giorni di Estasiarci con una festa in piazza dell’Unità d’Italia tra il 7 e il 9 luglio prossimi.

Presenti Alessandra Capo, direttore di Arci Solidarietà Onlus, Marco Trulli, presidente del Comitato provinciale Arci, l’assessore alle politiche sociali del comune di Viterbo Alessandra Troncarelli e quello alla cultura Antonio Delli Iaconi. In programma ci sono un presidio oggi pomeriggio alle 17 in piazza Unità d’Italia per ricordare la giornata del Rifugiato, poi un convegno venerdì 24 alle 10 in Prefettura sul tema della necessità di passare “dalla logica dell’emergenza al modello dell’accoglienza diffusa”; il tradizionale concerto all’alba organizzato dal circolo Arci Jesce Sole per il 3 luglio alle 6 nel Cortile di Palazzo dei Priori; l’appuntamento al circolo Il Cosmonaauta con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone (dalla Banda Osiris) dedicato ai più piccoli intitolato “Il conciorto”; la tre giorni di piazza dell’Unità d’Italia con danze popolari a cura di Jesce Sole (il 7 luglio), l’iniziativa Stregoni e Dj Khalab (8 luglio) e il concerto di Niagara e Soviet Soviet (9 luglio).

“Siamo attivi nella Tuscia dal 2001 con i progetti di accoglienza di cui sono titolari alcuni comuni – ha spiegato Alessandra Capo – vogliamo sottolineare la necessità di passare dalla logica dell’emergenza a quella dell’accoglienza diffusa. Un modello che dal 2001 applichiamo in appartamento ospitando poche persone e d’accordo con i territori”.

Nella Tuscia sono circa 50 i rifugiati e richiedenti asilo, tra prima e seconda accoglienza (due tipologie di accoglienza differenti). Quelli in seconda accoglienza (progetti Sprar) sono tutti ospitati dall’Arci, sono circa 140 nella provincia e stanno sul territorio in accordo con i Comuni che sono capofila dei progetti di integrazione. Gli altri sono circa 360 e sono distribuiti sul territorio attraverso dei bandi della Prefettura, per i quali non è prevista la concertazione dei comuni.

“Molti – ha aggiunto Alessandra Capo – finiscono, in grandi gruppi, in alberghi o agriturismi e questo è negativo perché si possono creare delle tensioni sociali. Noi invece scegliamo di attuare il modello dello Sprar anche alle prime accoglienze”. “Voglio sottolineare – ha aggiunto Marco Trulli – l’importanza di avere un modello di accoglienza differente, in collaborazione con gli enti locali, e voglio insistere sulla necessità di prevenire odio e assembramenti, che creano tensioni”. Meglio in appartamenti, in piccoli gruppi o in famiglia.

“È l’ora dei fatti e non delle parole – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Sociali – dobbiamo agire e affrontare l’emergenza. Come dice Papa Francesco sono persone che scappano e che hanno perso tutto, spesso anche la famiglia. È ora di aiutarle”. “L’amministrazione – ha concluso Antonio Delli Iaconi – può fare sicuramente meglio sul tema inclusione sociale e Arci è la testimonianza che farlo si può. Sono contento che ci siano attività come queste e spero che anche attraverso a questi percorsi si possa portare la città a migliorare”.

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