Nuova Macchina, Marini: “Attenti alle dichiarazioni, rischiano di fare danno”

Nuova Macchina, Marini: “Attenti alle dichiarazioni, rischiano di fare danno”

Le linee guida per tutta la procedura che dovrà portare all'erede di FioredelCielo stanno facendo molto discutere in città. Ma che differenza c'è tra quanto deciso oggi e sei anni fa. Siamo andati a chiederlo all'ex sindaco Giulio Marini.

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L’iter per arrivare alla nuova Macchina di Santa Rosa è iniziato nella burrasca. In molti in questi giorni hanno cercato di fare confronti con il passato, con quanto fatto sei anni fa dall’allora amministrazione Giulio Marini. Siamo andati a chiedere allo stesso ex sindaco di Viterbo analogie e differenze tra le due procedure scelte. Gli abbiamo chiesto anche un parere su quanto accaduto e sulle recenti dichiarazioni di Michelini che lasciano intravedere una riapertura al Sodalizio in commissione.

L’INTERVISTA

 Il concorso di idee per scegliere la Macchina di Santa Rosa lo fece anche Giulio Marini…

“Anche è superfluo (ci interrompe n.d.r.), lo facemmo noi. Loro non hanno fatto il concorso d’idee”.

In che senso? Che differenza c’è tra quanto si è votato in consiglio adesso e quanto venne deciso sei anni fa?

“La mia procedure era un semplice concorso d’idee, prendendo la delibera di consiglio comunale dell’epoca si evince che è così. Era stato deliberato dal consiglio anche un regolamento con le linee guida per nominare la commissione. Questa volta no, perché è evidente che ci troviamo davanti a due procedure diverse. Basterebbe prendere le due delibere di consiglio e si verifica che le due iniziative amministrative sono diverse. Il loro è un appalto. Da noi hanno partecipato anche le scolaresche, qui hanno difficoltà a partecipare. Noi volevamo far partecipare più persone possibili a questa selezione, loro hanno fatto una scelta completamente diversa. Sulla filosofia uno potrebbe dire sono uguali, nella realtà sono diverse nell’approccio amministrativo. Invito a verificare prendendo e mettendo a confronto le due delibere di consiglio, quella di allora e quella di adesso. Si vedono gli interventi dell’allora capogruppo Pd Alvaro Ricci”.

Che diceva?

“Dibatteva sulla commissione, che era una commissione che aveva caratteristiche diverse da quella di oggi. Una commissione di alta qualità, ma frutto di criteri decisi dal consiglio comunale. Decidemmo che un membro doveva essere designato dal Ministro dei Beni Culturali, selezionammo uno scenografo e un membro della Curia. Facemmo questo perché era un semplice concorso d’idee. Potevamo scegliere chi mettere su una vasta gamma. C’era il presidente dell’ordine degli ingegneri, abbiamo fatto un bando nazionale per scegliere lo scenografo. Però sia chiaro, quello era un concorso d’idee. Oggi, con la strada che hanno scelto, non possono fare come sei anni fa”.

Hanno scelto una strada diversa perché non avevano i tempi?

“La scelta loro garantisce l’amministrazione dal punto di vista tecnico. Avere un tecnico che certifica il progetto è una maggiore garanzia per l’amministrazione, ma è una scelta che limita. L’idea non è più prodotta dall’artista, dal pittore”.

Perché hanno fatto questa scelta?

“Mi auguro per sentirsi più garantiti nei tempi. Poi di chiacchiere se ne sentono tante, ma a Viterbo ci sono troppe parole al vento”

Dentro al Sodalizio si è creato un problema forte? Avete avuto contatti?

“No, sulla Macchina di Santa Rosa non vorrei entrare in una polemica eccessiva. Il valore della Macchina di Santa Rosa è più alto delle beghe localistiche. Però quanto successo si poteva evitare facendo una scelta diversa. Non credo che quanto fatto dalla mia amministrazione sia la cosa migliore, ma si poteva migliorare quella strada”.

La maggioranza come ne esce? Il sindaco ha detto che troverà una soluzione?

“Non lo diciamo, non lo può dire. Si evince un accomodamento delle posizioni e questo non può essere fatto in un appalto pubblico. E’ bene stendere un velo pietoso su queste frasi. Quando rilasciano dichiarazioni devono usare le giuste parole, altrimenti rischiamo di fare danno alla Macchina di Santa Rosa”.