Nuova Macchina di Santa Rosa, prima grana per la commissione giudicante

Nuova Macchina di Santa Rosa, prima grana per la commissione giudicante

Danilo Pasquini e Michele Telari, nel 2008 insieme per partecipare al concorso d'idee per la Macchina di Santa rosa. Sei anni dopo Telari di nuovo in corsa e Pasquini in commissione. Una situazione che fa maturare un discreto problema.

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Nuova Macchina di Santa Rosa, cammino in salita per la commissione chiamata a decidere quale sarà l’idea vincente tra i 46 progetti presentati.

La prima riunione è in agenda per il 7 gennaio, data in cui i cinque membri nominati dal dirigente del settore cultura del Comune di Viterbo si incontreranno per impostare il lavoro. Ma proprio in queste ore è emersa una complicazione, che potrebbe innescare delle conseguenze.

In effetti il membro di commissione chiamato a rappresentare l’ordine degli architetti viterbesi, al secolo Danilo Pasquini, ha un passato come progettista della Macchina. Correva il 2008 e Pasquini si affacciò al concorso di allora in abbinata con un altro architetto: Mario Violanti; e il giovane Michele Telari. Lo stesso Telari che è in corsa anche questa volta.

Un rapporto esistente tra i due che rischia di allungare una certa ombra sulla commissione. Un legame, lecito e su cui non c’è niente di male e che con ogni probabilità non impedirebbe a Pasquini di fare il suo dovere, ma che comunque sia ha già fatto storcere diverse bocche tra i 46 team che partecipano alla sfida.

Una grana non da poco, perché il concorso è particolarmente sentito in città. A questo punto non è da escludere che, per ragioni di opportunità, si decida di sostituire Pasquini con un altro rappresentante dell’ordine degli architetti. In maniera da garantire la massima serenità alla commissione nel duro lavoro che è chiamata ad affrontare.

Telari è tra i 46 uno dei favoriti della vigilia. Nota la sua passione e conoscenza del trasporto e della Macchina di Santa Rosa. Dal 2008 a oggi il suo peso sul tema è notevolmente cresciuto, grazie al bel lavoro fatto con ‘Bianca Speranza’, l’attuale Minimacchina del centro storico.