Non mettiamo il burqa al cervello

Non mettiamo il burqa al cervello

Il tema di oggi, viene lanciato in maniera forte e forse provocatoria, dal nostro blogger Stefano Scatena. Il suo pezzo ci ha spinto a scrivere un'editoriale, per rilanciare il dibattito. Chi vuole può scriverci.

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Charlie 03Questa mattina usciamo anche con un editoriale, contravvenendo a quella che è un po’ la consuetudine de La Fune di pubblicarlo verso sera, quando si sono delineati i principali fatti del giorno.

Per noi il fatto del giorno si compie già questa mattina alle 10 in punto, quando è pubblicato il pezzo della settimana all’interno del blog di Stefano Scatena (leggi). Un articolo che farà molto discutere, considerando che già ieri sera, a pezzo non pubblicato, sono iniziate ad arrivarmi le prime telefonate. Telefonate da persone a cui lo stesso Stefano aveva già annunciato l’uscita e l’argomento.

‘Contro gli estremismi religiosi’, scrive Scatena. E fa tutto un ragionamento sull’islam che francamente ci risulta piuttosto approssimativo e non ci pare funzioni molto nella sua logica di fondo. Allo scritto è abbinata inoltre un’immagine piuttosto forte: Santa Rosa in burqa.

Confesso che all’interno della redazione la riflessione su questo pezzo ci ha portato via molto tempo nella giornata di ieri. Ci siamo trovati di fronte a tutta una serie d’interrogativi e perplessità e alla fine la cosa migliore da fare ci è sembrata proprio pubblicarlo. Pur non condividendo il ragionamento e ritenendolo “fallato” sarebbe stato profondamente sbagliato attuare una qualche forma di censura.

Specie dopo i fatti di Charlie e la riaffermazione importante dell’idea che la libertà d’espressione è un bene fondante della democrazia. Abbiamo inoltre ritenuto che questo intervento di Scatena potesse essere utile per alimentare il dibattito su questo tema centrale e caldo nel momento. Magari favorendo l’emergere di altri interventi, anche preziosi. Tutti da leggere e su cui farsi un’idea.

Tornando a quanto Scatena scrive ci sono tutta una serie di passaggi che vogliamo evidenziare. Il centro dell’articolo del nostro blogger si regge essenzialmente su queste frasi:

“Abbiamo dato per scontati i valori della democrazia, della libertà, del laicismo. Ma i fatti di Francia degli ultimi giorni, e un po’ di matematica, ci riportano a un futuro ambiguo e minaccioso”.

“E’ quindi facilmente immaginabile che il numero di mussulmani crescerà, mentre le nuove generazioni con una visione laica e liberale dell’esistenza tenderà drasticamente a diminuire in percentuale”.

“L’Islam non ha conseguito una modernizzazione dei costumi e dei comportamenti, in quanto è coerentemente legato alle parole non interpretabili del profeta Maometto”.

Sul fatto che nei nostri paesi siano scontati i valori di democrazia e libertà avrei delle perplessità. Non si può dare per scontato qualcosa che zoppica vistosamente. Mi vengono in mente tanti nemici veri della democrazia e della libertà: le mafie, i politici corrotti, i tribunali che vanno a rilento tanto da spingere i cittadini a credere sempre meno nella giustizia. Anche sul laicismo italiano non andiamo tanto forte, anche se per Paese laico non deve intendersi un luogo ateo ma un posto dove ogni religione ha pari dignità e ha diritto a rispettare le proprie feste, ad avere luoghi di culto, etc. E’ laico un paese che ha paura a far costruire le moschee? Non credo proprio.

Sul giochino matematico degli islamici che crescono e degli italiani che sono sempre di meno forse la colpa, se c’è una colpa in questo, andrebbe rintracciata sempre nella classe dirigente italiana. Incapace di costruire sviluppo, troppo impegnata a triturare tutto in un turbinio di clientelismo e mazzette, e quindi produttrice di disoccupazione, sottoimpiego e sfruttamento per i giovani italiani. Questo blocca la crescita demografica, insieme a tutta una serie di convinzioni su cosa deve essere la vita piuttosto sballate. Tutto figlio dell’edonismo appunto.

Sul fatto che l’islam non abbia rinnovato i suoi costumi, che l’islam segua alla lettera il Corano, a occhio e frequentando qualche musulmano non mi torna. Non tutti i musulmani sono uguali, così come non lo sono tutti i cattolici. Ma sull’argomento sarebbe bello volesse intervenire qualcuno esperto, considerando che non ne so molto e che Stefano si è fatto la sua idea parlando con un imam a Istambul. Anche a me è capitato di parlare con certi preti con strane concezioni del cristianesimo.

Quanto a Santa Rosa in burqa, mesi fa siamo andati a parlare al monastero con suor Annunziata Campus, la madre superiora, che ci ha regalato una notizia: “Non potete immaginare quanta gente di altre religioni viene in visita a Santa Rosa”. Tornando al burqa: quante sono le donne musulmane che lo indossano?

Concludiamo invitando a un’ulteriore riflessione: estremismo chiama estremismo. Proprio in nome dei valori di libertà e democrazia dovremmo mettere da parte termini come “scontro di civiltà”.