De Alexandris: “mai nascosto quel che pensiamo. Orgogliosa del mio Filippo”

De Alexandris: “mai nascosto quel che pensiamo. Orgogliosa del mio Filippo”

Il Capogruppo di Viva Viterbo Maria Rita De Alexandris interviene a Sbottonati e spiega come ha vissuto la decisione di Filippo Rossi.

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“Molto orgogliosa del mio Filippo”. Il capogruppo di Viva Viterbo in Consiglio comunale Maria Rita De Alexandris risponde così alle domande di Sbottonati su Radio Verde. Raggiunta telefonicamente in Consiglio comunale con uno stratagemma (chi ci legge con costanza conosce le nostre difficoltà a riuscire a parlare con gli esponenti della lista civica che fa capo a Filippo Rossi), la consigliera ha parlato così in merito alla decisione del fondatore del movimento di lasciare la presidenza del Consiglio comunale (per leggere le parole di Rossi, clicca qui). “È un segno di grande dignità. Con la decisione di Filippo Rossi Viva Viterbo ne esce rafforzata e sempre più compatta. In questi giorni è uscita tanta fuffa, ma noi siamo sempre più uniti. Sono orgogliosa del mio Filippo”

 

Cosa cambierà nei rapporti Viva Viterbo-resto della maggioranza?

“Nulla. Tra l’altro anche internamente, rimarrò io Capogruppo e Filippo Rossi si siederà al mio fianco”.

 

Viva Viterbo parlerà liberamente?

“Non abbiamo mai nascosto quel che pensiamo. Abbiamo parlato anche altre volte..”

 

È quello che ha detto Rossi, ovvero che parlerà più liberamente..

“Lo ha sempre fatto, altre volte è successo che abbiamo parlato. Ma Filippo Rossi non è una persona distruttiva. Lui e noi cerchiamo sempre di parlare in maniera costruttiva, però le discussioni portano sempre ad allungare i tempi per fare le cose per la città”.

 

E adesso?

“Vediamo. Il nostro segnale verso la città e verso la maggioranza lo abbiamo mandato. Non ci possono accusare di non essere leali, perché lo siamo”.

 

Perché il Pd è sempre così reattivo verso le vostre critiche?

“Evidentemente le nostro critiche non gli piacciono..”

 

 

  • Hunter McCoy

    Regaleremo a Viva Viterbo una viola, simbolo del libero pensiero e di quel barlume illuminista che traluceva nell’oscuro dogmatismo religioso. Avevamo Serveto, Galileo e Giordano Bruno, morti nel tentativo di abbattere le catene della clericalizzazione selvaggia, oggi abbiamo Rossi & compagnia vibrante. Loro si che hanno combattuto la cattiva gestione della cosa pubblica e lo hanno fatto scendendo a compromessi. D’altronde, come fu per i grandi blues man, se incontri il diavolo al crocicchio è meglio patteggiare l’anima col successo che fuggire a gambe levate!
    Attendiamo la nuova verginità di Rossi, in attesa che Michelini cada (politicamente).