Nomina revisori dei conti, in consiglio giovedì. L’opposizione pronta alle barricate

Nomina revisori dei conti, in consiglio giovedì. L’opposizione pronta alle barricate

Le battaglie promettono barricate sulla nomina di Lorenzo Ciorba, padre del presidente del consiglio Marco, come revisore dei conti di Palazzo dei Priori. Un nome il suo uscito fuori da un sorteggio, completamente gestito tramite software dalla prefettura, ma che comunque genera perplessità sul piano dell'opportunità.

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A Palazzo dei Priori si apre il “Ciorba-gate”. Il sorteggio del nome di Lorenzo Ciorba come presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Viterbo ha fatto storcere il naso a parecchio. Niente da eccepire sullo stimato professionista e neanche sulla procedura, gestita in maniera trasparente attraverso un software dalla prefettura. Il problema per alcuni sarebbe più che altro di opportunità, anche se c’è chi avanzadei rilievi di legittimità.

La questione è nella compresenza, in caso di conferma della composizione del collegio in consiglio comunale, del padre Lorenzo come revisore e del figlio Marco come presidente del consiglio. E la prima “grana” rischia di scoppiare proprio sulla procedura adottata da quest’ultimo per inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale l’approvazione delle nomine del collegio dei revisori.

Un inserimento che per alcuni esponenti di opposizione sarebbe non conforme al regolamento. Infatti il consiglio di due giovedì fa era saltato per mancanza del numero legale. Ciorba figlio avrebbe dovuto riconvocare la capigruppo per decidere le nuove sedute, ma si è avvalso di una norma che prevede la possibilità del presidente di riconvocare senza capigruppo i consigli già fissati a patto che mantengano lo stesso ordine del giorno. Invece la discussione sul collegio dei revisori è stata inserita con la formula dell’urgenza con una nota della presidenza inviata ieri.

Le opposizioni si preparano a dare battaglia sul cavillo, ma anche nella sostanza. E la nomina di Ciorba Padre in simultanea con il figlio nel ruolo di presidenze del consiglio non entusiasma neppure alcuni ambienti della maggioranza.