Ninfeo di Orte, dibattito di fuoco sulla fruibilità del bene

Ninfeo di Orte, dibattito di fuoco sulla fruibilità del bene

Ninfeo di Orte, la lista Anima Orte accende i riflettori sul bene storico-artistico e sui recenti sviluppi giudiziaria legati alla sua fruibilità.

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Ninfeo di Orte, la lista Anima Orte accende i riflettori sul bene storico-artistico e sui recenti sviluppi giudiziaria legati alla sua fruibilità.

“Esiste un monumento a Orte conosciuto dai più e visitato da molti anni or sono, ma che da circa dieci anni non è più accessibili ai turisti e che potrebbe costituire una delle maggiori ricchezze della nostra città, ma che ora rischia di finire definitivamente nel dimenticatoio, nonostante su di esso penda una sentenza di primo grado in favore del Comune di Orte – scrivono da Anima Orte -.

Stiamo ovviamente parlando del Ninfeo, uno straordinario complesso sotterraneo di fattura rinascimentale distribuito su due livelli dove i giochi d’acqua, che emulavano le decorazioni delle necropoli etrusche, erano alimentati dalle diramazioni del cunicolo principale dell’antico acquedotto cittadino. Da circa dieci anni è iniziato un contenzioso tra il Comune e la proprietà del giardino sovrastante il Ninfeo, punto d’accesso obbligato al sito archeologico. La vicenda giudiziaria ancora in corso, ha visto una sentenza di primo grado decretare la proprietà del Ninfeo al Comune di Orte. La sentenza è stata sospesa dalla corte d’appello di Roma, che ha invitato le parti a trovare un accordo. Sulla scorta di questo nell’ultimo consiglio comunale del 21 aprile, con i soli voti della maggioranza, il sindaco Giuliani è stato delegato per parte del Comune a procedere a una negoziazione assistita per la risoluzione della controversia, proponendo una convenzione che di fatto disconosce la sentenza di primo grado, disinteressandosi della proprietà del Ninfeo da parte del Comune e accettando incondizionatamente una convenzione della durata di soli otto anni, che regolamenta l’accesso al Ninfeo come richiesto dal proprietario del giardino: una sola apertura settimanale. Come se non fosse sufficiente, poi, la ristrutturazione dell’accesso al sito sarà eseguito con i soldi della collettività, per un bene che fra otto anni potrebbe diventare esclusivamente privato.

Anima Orte già in consiglio comunale ha ribadito la propria contrarietà a questo tipo di operazione, che nostro malgrado – visto il voto favorevole della maggioranza – si concretizzerà nel prossimo futuro, ma ci chiediamo a questo punto se, proprio volendo procedere alla stipula di una convenzione, sarebbe stato almeno auspicabile puntare a una durata molto più lunga o a un comodato in grado di garantire il Comune e, soprattutto, la collettività, sulla fruizione del bene e sullo sfruttamento turistico dello stesso a tempo indeterminato e per non ritrovarsi con il rischio di avere, in un futuro non troppo lontano, rinunciato a una possibile proprietà di inestimabile valore economico e culturale per aver risolto solo temporaneamente la questione, tutelando più l’interesse privato rispetto a quello comune”.

Natale Viterbo