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Neve, peggio Marini nel 2012 o l’amministrazione Michelini oggi?

Neve, peggio Marini nel 2012 o l’amministrazione Michelini oggi?

Viterbo stretta nella morsa della neve e del ghiaccio. L'amministrazione Michelini ha operato bene? Ha fatto peggio di quanto fece Giulio Marini nel 2012? Abbiamo posto la domanda ai lettori de La Fune. Tanti gli interventi. Abbiamo deciso di pubblicarne uno, quello di Bruno Pagnanelli, che ci sembra equilibrato e capace di fornire spunti di riflessioni importanti.

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Viterbo stretta nella morsa della neve e del ghiaccio. L’amministrazione Michelini ha operato bene? Ha fatto peggio di quanto fece Giulio Marini nel 2012? Abbiamo posto la domanda ai lettori de La Fune. Tanti gli interventi. Abbiamo deciso di pubblicarne uno, quello di Bruno Pagnanelli, che ci sembra equilibrato e capace di fornire spunti di riflessioni importanti.

 

La riflessione di Bruno Pagnanelli

“Due considerazioni a premessa. La prima riguarda la tipologia dell’evento che per noi possiede carattere di eccezionalità e per il quale non abbiamo expertise necessari ad affrontarla, la seconda: ci mancano anche le risorse. Premesso questo basterebbe essere dei “buoni padri di famiglia”. Mi spiego meglio.

Il paragone, guardando anche i dati meteo registrati ed i valori di temperature e idrometeore su unità di tempo è sproporzionato. L’evento del 2012 fu molto peggio per quantità e durata e colse parecchi impreparati. Si sapeva dell’arrivo ma non si sapeva con quale entità sarebbe poi arrivato. La differenza dell’atteggiamento infatti fu visibile alla seconda nevicata. Le predisposizioni, sempre con le due considerazioni a premessa, furono adeguate pur se la prima nevicata fu esemplare per anatemi lanciati e inadeguatezza della previsione (ricordate la strada per l’ospedale bloccata?).

In questo caso, a prescindere da chi, come e quando, è parso subito evidente che la gestione dell’evento metereologico, fra l’altro, ripeto, ampiamente prevedibile, non è andata così come preventivato dall’amministrazione.

In pratica una serie infinita di disagi e di difficoltà che molti hanno ritenuto paradossali, specie se comparati con ciò che veniva riportato sui media e promesso in precedenza dai pieni di prevenzione. Il livello di esasperazione è poi salito anche con l’aggiunta di tutto quello che viene sbandierato in questi giorni, sotto questa infinita campagna elettorale.

A mio personale avviso, è stata usata la neve come mezzo di propaganda e parecchi hanno cercato di coprire malcontento e dissenso come una iattura per le prossime elezioni. Dal mio canto, continuo a ripetere da anni che se non possiedono risorse, si deve sopperire con le idee, possibilmente usando il noi e lo scopo al posto dell’io e del beneficio di pochi.

Se non hai risorse puoi essere funzionale e fornire un servizio ai cittadini, verosimilmente, anche in altri modi. Basterebbe pianificare e informare e soprattutto, visti i risultati, basterebbe non raccontare bugie, come fanno alcuni degli amministratori locali (quelli che si vedono eh, perché alcuni sono decisamente scomparsi da mesi, mi aspetto una replica dell’assessore Tofani ad esempio, sul servizio di raccolta dei rifiuti, chissà..).

Lo ripeto: se ci fosse una amministrazione “esemplare” pur in carenza di risorse dallo stato centrale, ripeto esemplare (e il termine sottende la radice “esempio”) la gente, sono straconvinto, si sarebbe fatta in quattro per aiutare. Ma qui la situazione è diversa.

Abbiamo sostanzialmente avuto negli ultimi cinque anni, un’amministrazione per alcuni versi imbarazzante con personaggi che si atteggiavano a novelli Churchill, seguendo logiche di partito (quando ci sono eh altrimenti manco quelle) e mai di buongoverno con risultati, ahimè, che sono sotto gli occhi di tutti.

Faccio un esempio stupido riferito al caso di specie: io e alcuni amici, nel nostro gruppo di whatssup, ci eravamo scambiati i consigli per “sopravvivere” all’evento. Consigli da padre di famiglia eh, tipo lascia acceso il termosifone o la caldaia, lascia aperti i rubinetti o, in alternativa, svuota direttamente tutti i tubi, attento ai gradini e così via.
Il consiglio del “buon padre di famiglia” che la legge ancora prevede.

Bene, a Viterbo è bastato fare un articolo e osservare l’atteggiamento successivo, comparare l'”annuncite” e la prontezza negli interventi successivi per capire. Dov’è il sale? quanto e quando ne hanno buttato? Quali erano i piani di emergenza, quali le direttrici da sanare, quali i punti da consolidare?

Leggo che i pulmann sono fermi perchè non riescono ad uscire dal deposito, leggo che le scuole sono chiuse e che probabilmente non riapriranno. Mi auguro che i sistemi di riscaldamento abbiano resistito e le tubature siano ancora in ordine.

Personalmente mi è bastato guardare il sito del comune. Fermo al 7 dicembre. Poi sono andato a vedere quello di un comune vicino, Carparola. Informazioni ordinate, chiare, in tempo reale. E mi è venuto in mente quando lo presentarono, con tutte le supercazzole in contorno.

Credo che l’evento dimostri ancora una volta come il sistema stia fallendo. Non possono esserci sempre i volontari, gli “angeli del fango” (vedi alluvione di Genova) o la buona volontà e la pazienza dei cittadini. Questo sistema Italia, o Viterbo nel particolare deve dare risposte, non ci sono più scuse.

Non fate finta che funzioni. Basterebbe, per iniziare, anche una sola informazione, corretta, nei modi e nei tempi previsti. E bisogna continuare a indignarsi. Altroché. Smettere, significherebbe dire che hanno vinto loro”.

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