Nella Tuscia è “caccia” aperta alle idee, bisogna capire che tipo

Nella Tuscia è “caccia” aperta alle idee, bisogna capire che tipo

Cervelli e idee. Ne servirebbero di svegli e attivi e non servili nella politica, nell'imprenditoria e nelle altre aree del sistema stato. C'è da sperare quando si sente parlare di idee, spesso "cacciate" come peste da chi vorrebbe mantenere il mondo fermo su loro stessi. E ricordare sempre che la speranza ha due figli: lo sdegno e il coraggio.

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Le idee sono il motore dello sviluppo e della civiltà. Per questo è importante metterle in circolo, incentivarle, premiarle. Idee e potere, due realtà in cattivi rapporti in alcuni casi.

E quando questo accade un territorio va in rovina, non cresce, si deprime. Un territorio senza idee è già morto, anche se magari non se ne è reso ancora conto. Per questo ‘L’isola che non c’è’ pone una questione centrale: quella della circolazione delle visioni, delle prospettive, del futuro. Non è detto che riuscirà ad aprire uno spazio vero, per ora ci limitiamo a registrare come positivo l’approccio.

Le idee sono uccise dal clientelismo, dalle raccomandazioni, dai furbetti che giocano sullo scacchiere della politica – facendo mezzo passo avanti e mezzo passo indietro all’occorrenza – per ottenere promozioni, incarichi, consolidamento delle proprie posizioni. Le idee sono uccise dai partiti ridotti a sarcofago della politica. Li riconosci perché sono frequentati solo da quei quattro gatti che più che altro sono impegnati a controllare le tessere, a evitare che vengano fatte le cose, ad accontentare disperati con pochi spicci dati in cambio di una fedeltà folle.

Sono uccise da chi ha paura, da chi è mafioso (e non c’è bisogno di nascere in Sicilia per esserlo), dagli indifferenti. A strozzarle spesso sono altre idee: cenciose, flaccide, vili. Tipo l’idea che bisogna darsi da fare per avere un posto fisso piuttosto che avventurarsi in voli imprenditoriali. Ed è così che energie, risorse, cervelli vengono bruciati negli ingranaggi di una megamacchina pronta magari a scaricarli non appena non riescono più a utilizzare con efficienza l’ultimo software istallato.

Cervelli e idee. Ne servirebbero di svegli e attivi e non servili nella politica, nell’imprenditoria e nelle altre aree del sistema stato. C’è da sperare quando si sente parlare di idee, spesso “cacciate” come peste da chi vorrebbe mantenere il mondo fermo su loro stessi. E ricordare sempre che la speranza ha due figli: lo sdegno e il coraggio.