Nasce il Comitato San Faustino: “gli immigrati sono troppi”

Nasce il Comitato San Faustino: “gli immigrati sono troppi”

“Non sono io che sono razzista, sono loro che sono negri”. La sintesi dell’incontro di ieri del nascente Comitato San Faustino potrebbe fermarsi qui con questa battuta. Ma andiamo con ordine. Perché da ridere ce n'è ben poco.

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IMG_8734“Non sono io che sono razzista, sono loro che sono negri”. La sintesi dell’incontro di ieri del nascente Comitato San Faustino potrebbe fermarsi qui con questa battuta. Ma andiamo con ordine. La riunione è stata convocata presso la Libreria dei Salici da un gruppo di cittadini. Tra questi, nel ruolo di moderatore Ervin Di Maulo di Casa Pound, anche se ci ha tenuto a precisare che lui, come gli altri 3 o 4 del movimento presenti (tra cui l’ex candidato sindaco di CP Diego Gaglini), fossero lì a titolo personale. Perché la politica resta fuori. Le idee però no, rimangono quelle.

“Vivono in 12 dentro alle cantine. Significa che sono troppi” e quindi che il Comitato San Faustino fermerà i flussi migratori e forse anche la guerra in Siria? No. Ci mancherebbe altro. “Le associazioni integrazioniste come l’Arci prendono 30 o 40 euro a immigrato e ci lucrano e poi se ne fregano di quel che succede”. I soldi, però, li gestiscono per i rifugiati, non per gli immigrati tout-court e soprattutto non ci lucrano “e comunque di rifugiati a San Faustino non ce ne sono”, ha tagliato corto Attilio Tiso di Arci Solidarietà, presente insieme ad un’altra operatrice per capire il clima, raccogliendo un “e io che ne so” come risposta. Ma avanti così.

Per il resto tante idee, tutte chiarissime. Soprattutto su quel che sia il male assoluto: “gli immigrati sono troppi e lo dimostra che vivano in 12 nella cantine”. Ancora. Qualcun altro ha controbattuto che non godano a vivere così e che magari c’è qualche italiano che gliele affitta, quelle cantine, ed è quello il problema. Ma la pancia è sorda. “Sporcano, pisciano e fanno le risse”. Qualcuno ha poi ammesso: “anche io a 15 anni pisciavo in giro, però non così”. Così come?

Tra le poche soluzioni proposte quella di una denuncia alla Procura contro ignoti e poi la richiesta al comune di garantire la presenza della Polizia Locale che controlli e reprima “pure con gli sfollagente”. Qualcuno ha provato a chiedere spazi di socializzazione, senza scaldare gli animi dei presenti.

Tra gli altri volti noti presenti il consigliere comunale di Viterbo2020 Chiara Frontini e Lucio Matteucci di Viterbo Civica. La prima si è detta disponibile ad aiutare i cittadini nella battaglia per una maggiore pulizia e per migliori controlli. “Se gli stranieri sporcano, è vero però che qualcuno non pulisce: insomma gli spazzini non raccolgono”. La consigliera ha poi invitato i cittadini ad andare in massa al prossimo Consiglio comunale per far sentire la maggioranza accerchiata. In pochi però hanno capito il senso della proposta.

Il secondo ha chiesto ai cittadini del quartiere di cercare coinvolgere anche gli immigrati stessi. “Se si tratta di un comitato di quartiere contro il degrado bisogna includere anche loro perché vivono qui. Voi che li conoscete e che i vedete tutti i giorni sapete su quali potete contare e quali sono bravi e quali no”. “No – gli ha risposto una pensionata – di bravi non ce ne sono”. Punto.

Alla fine su una cinquantina di presenti hanno firmato in una quindicina. Il Comitato è nato. Della maggioranza nessun presente. Nessuna voce affidata almeno alla stampa. C’è chi privatamente si dice preoccupato. Chi si dice sull’Aventino. Con quale utilità, però, nessuno lo sa.