Michelini: “Non mi dimetto solo perché lo chiede l’opposizione”

Michelini: “Non mi dimetto solo perché lo chiede l’opposizione”

Alla nomina del collegio revisori dei conti il sindaco viene lasciato solo dalla sua maggioranza, mentre l'opposizione chiede a gran voce le sue dimissioni. "Lascerò solo se non potrò attuare il programma"

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È categorico Leonardo Michelini: le dimissioni non ci saranno. Nonostante la battuta d’arresto del consiglio comunale sulla nomina dei Revisori dei Conti, la giornata di ieri si è conclusa con la presa di posizione del sindaco, che di dichiarare finita l’avventura della sua amministrazione non ne ha proprio intenzione.

La nomina del collegio dei revisori è stata bocciata grazie al no dell’opposizione e ai pochi consiglieri di maggioranza che si sono astenuti, ma che sono rimasti in aula garantendo il numero legale per la votazione. Mezzo Pd era assente, alcuni giustificati mentre altri hanno fatto valere dei “motivi politici”. Quei pochi che si sono presentati, invece, hanno deciso di non esprimersi, nonostante Michelini avesse già detto che avrebbe votato a favore.

“Il problema politico esiste”. Dice Michelini subito dopo il consiglio comunale, in una conferenza stampa con i giornalisti di Viterbonews24 e Tusciaweb, mentre noi di La Fune, come di consueto, non siamo stati invitati a partecipare. “Quello che è successo in consiglio può essere un campanello d’allarme, un sintomo. Chi non c’era e chi c’era ma non ha approvato una pratica che aveva ricevuto i pareri favorevoli dei tecnici, ha egualmente torto, cambia poco. Di certo se le cose non si risolvono sono pronto a dimettermi, perché se la maggioranza resta spaccata non potrò mantenere il mio impegno, realizzare il mio programma”.

Il nodo, infatti, è tutto qui. Meno di un mese fa il sindaco ha presentato il programma per la seconda parte del mandato, approvato all’unanimità, ma se non dovessero esserci le basi per attuarlo è pronto a farsi indietro. Se ne riparlerà al prossimo consiglio comunale dove, secondo il sindaco, ci saranno importanti punti da approvare. Una prova del fuoco per la maggioranza di Palazzo dei Priori, che se dovesse cedere nuovamente metterebbe a dura prova la resistenza della Giunta.

Michelini conclude la conferenza con una presa di responsabilità: “Sono stato l’unico a votare a favore, e lo sapevo, ma sono rimasto in aula: ci ho messo la faccia, nel rispetto della fascia che indosso e della carica che mi è stata conferita con il voto dei cittadini. Come sindaco, come autorità, nel massimo rispetto del mio ruolo istituzionale, ho votato a favore, perché non mi tiro indietro, non mi faccio impaludare, non rispedisco al prefetto una pratica che, per legge, mi è stata demandata”.