Michelini: “Mi auguro di non tenere a lungo le deleghe di Barelli”

Michelini: “Mi auguro di non tenere a lungo le deleghe di Barelli”

Di ottavo assessore non ne vuole parlare, almeno per ora. Ma non intende tenere le deleghe in eterno. Il sindaco Leonardo Michelini rilascia un'intervista a La Fune dove fa il punto sulla situazione attuale, a pochi giorni dall'uscita dalla maggioranza di Viva Viterbo.

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Di ottavo assessore non ne vuole parlare, almeno per ora. Ma non intende tenere le deleghe in eterno. Il sindaco Leonardo Michelini rilascia un’intervista a La Fune dove fa il punto sulla situazione attuale, a pochi giorni dall’uscita dalla maggioranza di Viva Viterbo.

 

 

Avete ritrovato l’unità in maggioranza. Adesso siete tutti d’un sentimento: contro Viva Viterbo…

(Ride n.d.r.). “Dire che siamo uniti perchè insieme contro Viva Viterbo mi sembra riduttivo. Hanno fatto la loro scelta e ne prendiamo atto. Ognuno va avanti per conto suo”.

Sul tavolo la spinosa questione dell’ottavo assessore. Indiscrezioni raccontano di un nuovo incontro di maggioranza dopo la cena al Borgo dove sarebbero volate parole grosse …

“Non ci siamo rivisti dopo la cena del Borgo. Non è vero. In quell’occasione ho detto che non è all’ordine del giorno la nomina dell’ottavo assessore. Ci sentiamo tutti i giorni con un po’ di consiglieri ma non è argomento che crea tensioni o dissapori. Mi sembra di avere a che fare con consiglieri molto maturi e anche molto responsabili”.

Quindi niente ottavo assessore?

“In questo momento no. Certo, se ci sono le condizioni in cui la maggioranza tutta unita reputa opportuno avere anche un’altra persona che possa integrare la squadra è una cosa di cui si può ragionare e decidere”.

I consiglieri dicono che la decisione spetta a lei, lei che deve essere presa dai consiglieri. Come funziona?

“Non siamo due corpi separati. Un sindaco resta tale se c’è una maggioranza che lo tiene. La maggioranza ci sta. Quello dell’ottavo assessore non è argomento semplice, se facciamo un ragionamento insieme può essere. Non sarà una decisione unilaterale del sindaco. Non ci sono elementi di disturbo in questo momento, questa è una cosa molto positiva”.

Barelli, che lavoro ha fatto in questi anni?

“Secondo me un buon lavoro. La delega a Expo gliel’ho data io e siamo stati presenti bene. Abbiamo lavorato parecchio”.

L’ex assessore di Viva Viterbo ha tenuto deleghe importanti, ora farà tutto da solo?

“Mi auguro non a lungo. Questo momento di passaggio lo gestirò io, avendo avuto Barelli che si confrontava spesso con me. Non pongo però limiti”.

Nell’anno che le rimane alla guida di Viterbo cosa è importante fare?

“Tutti quei progetti e iniziative non chiusi per questioni burocratiche. Abbiamo avviato tante iniziative, comprese le terme. Qualcuno dice che abbiamo fatto poco ma evidentemente non conosce la materia, non conosce neanche la situazione in cui stavamo in precedenza. Noi stavamo in una condizione di deregulation sulle terme, abbiamo messo ordine con tanto di atti amministrativi, ricorsi e Tar che ci ha dato ragione. Siamo finalmente in dirittura d’arrivo. Non abbiamo ancora risolto ma stiamo a un passo per quanto riguarda le Ex Inps. La Regione sta attendendo l’ultimo passaggio, questo del piano Piscopo, per poter rimandare al Comune di Viterbo la proposta che abbiamo fatto per il bando dell’advisor che dovrebbe fare il piano di rilancio. Una volta fatto il bando credo che la partita delle ex Inps vada in dirittura d’arrivo. Dire che non abbiamo fatto significa non conoscere il problema. Alcuni pensano che sia meglio strillare, non mi appartiene come cultura”.

Si sente sminuito. Pensa di aver fatto di più di quello che appare?

“Non sta a me dare questo giudizio. Non faccio il politico e sono onorato se la politica è quella strillata. Il risultato non può essere quello di apparire. Qualcuno dirà, magari tra qualche anno quello che Michelini ha fatto. La politica strillata fa male alla città. C’è chi pensava di rilanciare le ex Terme Inps con una società partecipata pubblica. Roba da ricovero”.

Si ricandida?

“Non è all’ordine del giorno. Le valutazioni vanno fatte quando c’è un quadro delle situazioni più definito”.