Michelini e l’anno che verrà – Il sindaco: “La minoranza è banale, non presenta mai un piano b”

Michelini e l’anno che verrà – Il sindaco: “La minoranza è banale, non presenta mai un piano b”

Un centro storico da far rinascere, il rapporto con i facchini da ricucire e una partecipata e i suoi quasi 100 lavoratori da mettere al sicuro. Ecco le idee del sindaco Michelini sul 2015.

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città altoCon il 2015 l’amministrazione comunale di Viterbo è al suo giro di boa. Sarà, quello che abbiamo davanti, un anno determinante per la squadra guidata da Leonardo Michelini. L’ingegnere si sta preparando per il cenone dell’ultimo dell’anno quando lo raggiungiamo al telefono. Vogliamo portare a casa l’ultima intervista dell’anno e lui scherza sul termine pompiere, che spesso gli addossiamo.

Parliamo dell’anno che sarà, ma anche di quello che ci lasciamo alle spalle ed è lui a portare il discorso sul tema dell’arsenico. Aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe giocato il suo ruolo di sindaco per dare ai viterbesi acqua dearsenificata. Dal due gennaio sarà così. Poi parte l’intervista su centro storico, partecipate e Macchina di Santa Rosa. Due parole anche sull’opposizione: “Costruire è difficile e mi piacerebbe avere un’opposizione che presenti progetti concreti anziché limitarsi solo a criticare”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2015 sul centro storico?

“Abbiamo impostato un lavoro preliminare in questi mesi. Contiamo di rivitalizzare la parte storica della città e per farlo dobbiamo dare impulso a centro vitali, puntando molto sulla valorizzazione delle bellezze e sulla cultura. Il 2015 sarà l’anno della riapertura del Teatro Unione, di Schenardi e della riqualificazione degli spazi sotto i portici di Palazzo dei Priori. Sposteremo gli uffici e lì nascerà un nuovo cuore pulsante del centro storico, con spazi per il tempo libero e l’accoglienza turistica. Cercheremo, come Comune, di promuovere anche l’interesse da parte di imprenditori veri per altri luoghi della città che meritano di essere recuperati. Un posto su tutti l’ex Ospedale degli Infermi e tutto lo spettacolare complesso di Palazzo Farnese. Un luogo bellissimo. Il Comune però non può fare niente da solo, c’è bisogno di imprenditori capaci e coraggiosi. Da parte nostra dobbiamo sforzarci per fargli capire che a Viterbo ci sono possibilità concrete di business”.

Macchina di Santa Rosa, con l’apertura del percorso che va verso la scelta di un nuovo modello si è generata una frattura brutta tra Palazzo dei Priori e il Sodalizio. Cosa accadrà nei prossimi mesi?

“Mi auguro di ricucire il prima possibile questo strappo e confido che la situazione che si è venuta a creare si risolva quanto prima. I facchini sono un elemento inscindibile dalla Macchina e dal trasporto. Va ricreato il clima di Baku, dove insieme siamo riusciti a portare a casa un risultato importante per la città. Penso che Santa Rosa ci verrà in soccorso. Ha unito i viterbesi in momenti difficili e anche su questa situazione ci sarà un miracolo, credo anche presto”.

Che ne sarà dell’ultima partecipata in cui il Comune è socio unico? La minoranza ha parlato di piano di smantellamento in atto …

“Certe affermazioni dell’ex maggioranza mi stupiscono. Noi siamo stati quelli che hanno tolto di mezzo un cda che costava troppo, optando per l’amministratore unico. Lo stesso, che è un esperto di trasporto urbano, ha stilato un piano industriale di salvataggio che reputo valido. Siamo riusciti a non mandare a casa nessuno, che di questi tempi è molto importante, e a creare una situazione che non dissangui le casse del Comune. L’atteggiamento costantemente critico della minoranza è banale. Dicono che le cose non vanno bene, ma non presentano mai un piano b”.