“Mi sono ispirato al reliquario del cuore di Santa Rosa’’. Ascenzi racconta la Macchina

“Mi sono ispirato al reliquario del cuore di Santa Rosa’’. Ascenzi racconta la Macchina

Come un bambino a cui hanno regalato un sogno. Questo è Raffaele Ascenzi nel giorno in cui ha saputo che la nuova Macchina di Santa Rosa è quella che ha pensato e disegnato lui.

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Il cuore di Santa Rosa batte dentro ‘Gloria’. La nuova Macchina di Santa Rosa incassa l’approvazione della commissione chiamata a decidere l’erede di ‘Fiore del Cielo’ (leggi e guarda le foto qui), ma soprattutto piace alla gente. Commenti positivi anche tra i tanti presenti e chi non ce l’ha fatta ha sottolineato: “È una bella Macchina”.

Raffaele Ascenzi è calmo e signorile, come sempre. Sembra quasi distaccato, ma è chiaro che si sente come un bambino a cui hanno regalato un sogno. “Ringrazio la commissione”, il suo primo commento. Poi una bottiglia di spumante che viene offerto agli accalcati davanti al bozzetto mentre lui, che già ha sulle spalle il successo indimenticato di ‘Ali di luce’, versa un fiume di parole.

 

Quali sono le prime sensazioni a caldo?

“Grossa felicità. Dedico questa vittoria alla mia famiglia, a mia moglie Valeria e ai miei figli. La nostra famiglia è nata nell’anno in cui ho presentato ‘Speranza’. Quella volta non andò bene, ma ora sono molto felice di ritornare con i miei cari vicino alla Macchina”.

 

Perché Gloria?

“Gloria come gloria excelsior, una musica bellissima scritta da Vivaldi e che mi ha ispirato in questo lavoro. Lavoro reso bellissimo anche dalla professionalità di Luigi Vetrani, che è stato magnifico. L’abbiamo chiamata ‘Gloria’ perché celebra i tanti trasporti gloriosi che si sono succeduti nei secoli. Tutti per portare in trionfo la patrona tra le vie della città”.

 

 

A cosa si è ispirato nel disegnare questo modello?

“Al reliquario che contiene il cuore di Santa Rosa. Ne ho ripreso la pianta triangolare e le forme. Lo donò il papa Pio XI alle suore clarisse ed è un pezzo importante della nostra tradizione, che i facchini portano in città durante la processione del 2 settembre”.

 

Ci racconti una particolarità..

“Le vasche di fontana sotto alle guglie gotiche. All’interno metteremo le lettere e i bigliettini che i viterbesi scrivono durante l’anno alle suore di Santa Rosa. Si tratta di richieste, di preghiere, di voti. Sono i pensieri d’amore e d’aiuto che i viterbesi rivolgono alla patrona. Mi metterò d’accordo personalmente con le clarisse per raccoglierli e i facchini li trasporteranno insieme alla Macchina. Ci è sembrato un elemento bello per rendere il trasporto più vivo e avvicinare sempre più la Macchina alle persone, che è la cosa più importante. Ho cercato di pensare a un oggetto spirituale, questo è il risultato”.

 

Questo tre settembre tornerà sotto la Macchina…

“Sì, sarà un giorno bellissimo. E sono contento di andarci con la mia famiglia”.