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Meroi ha le ore contate: maggioranza sempre più divisa. La soluzione sembra lontana

Meroi ha le ore contate: maggioranza sempre più divisa. La soluzione sembra lontana

Scade domenica il tempo per Marcello Meroi per ritirare le dimissioni da presidente della provincia di Viterbo. Un tempo che sembra essere troppo risicato per giungere ad una soluzione della crisi: troppe le differenze tra i partiti.

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5, 6 o 7? Stiamo dando i numeri? No, su queste cifre si giocherebbe la partita per il futuro della Provincia di Viterbo: la partita politica più importante di questo inizio 2014 per il centrodestra viterbese. Ormai all’asciutto sul fronte comunale e regionale l’area politica che fino a poco tempo fa stradominava nella Tuscia rischia di perdere il controllo anche dell’ultimo bastione. O meglio, più che “rischia” sembra che stia facendo di tutto per ottenere questo magro risultato.

In ballo ci sono gli equilibri di Palazzo Gentili che si giocano tra le proposte portate all’attenzione di Meroi dai partiti che compongono la maggioranza. Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia, Udc e il presidente stesso hanno infatti idee diverse sulle strade da percorrere. Un nodo intrecciatissimo difficile da sciogliere perché i punti di contatto tra i partiti sembrano essere davvero pochi, a partire dal numero di assessori che dovranno comporre la forza di governo nell’ultimo anno di vita dell’ente. Sul tavolo le proposte del Nuovo Centro Destra, che avrebbe avanzato l’ipotesi di una giunta a 6 (5 assessori più il presidente), quelle di Fratelli d’Italia e Udc che avrebbero chiesto di rimanere a 8 (7+1) e la dura la risposta di Marcello Meroi che dopo le pressioni ricevute avrebbe contro-proposto una soluzione drastica con giunta a 5 (4+1).

Credevamo fosse uno scherzo” commentano sarcasticamente la proposta dell’ex-sindaco alcuni pezzi della maggioranza provinciale. Una battuta che fa capire quanto la soluzione sia lontana. Se è vero che la proposta iniziale del Nuovo Centro Destra (giunta a 6) e la risposta di Meroi (giunta a 5) sono abbastanza vicine da far immaginare un possibile punto di incontro, è altrettanto vero che la posizione di Fratelli d’Italia e Udc (giunta a 7) è molto lontana dalle idee del presidente e questo rischia di far saltare il banco. Il problema è che stiamo solamente parlando di cifre e in ballo c’è anche il peso politico che dovrà avere ogni forza. È evidente infatti che ogni delega ha la propria quotazione anche perché sul piatto c’è la gestione di tanti soldi (tra cui i quasi 9 milioni di euro di mutui accesi recentemente per il rifacimento delle strade).

Una vicenda quanto mai complessa che vede un centrodestra mai così in alto mare e che solo un miracolo sembrerebbe possa risolvere. Le lancette infatti corrono veloci: Marcello Meroi, che si era dimesso il 13 gennaio scorso, ha fino al 2 febbraio prossimo per ritirare le proprie dimissioni.

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