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Mercoledì 29 riapre il Museo di Vulci, completamente rinnovato

Mercoledì 29 riapre il Museo di Vulci, completamente rinnovato

Il 29 giugno riapre al pubblico il Museo archeologico nazionale di Vulci, completamente rinnovato nel suo allestimento

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Il 29 giugno riapre al pubblico il Museo archeologico nazionale di Vulci, completamente rinnovato nel suo allestimento. Il museo di località Castello della Badia presso il Parco naturalistico archeologico di Vulci riapre al pubblico mercoledì 29 giugno alle ore 11, con alcune novità. “Oggi – scrive la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale – il Museo del Castello della Badia si presenta con una veste nuova: un Museo per il territorio e un luogo accogliente per i vari tipi di pubblico, dai bambini agli anziani, alle famiglie, alle scuole e ai diversamente abili, senza rinunciare a soddisfare le esigenze degli specialisti”.

Il percorso museale ripercorre i secoli di storia della città e racconta i diversi aspetti della vita degli Etruschi di Vulci: uno spaccato di campo di urne del IX secolo a. C., le sfarzose camere funerarie dei principes dell’Orientalizzante, la ricostruzione del porto marittimo di Regisvilla fino alle botteghe artigianali di IV secolo a. C.. Sale con colori luminosi e vetrine dotate di un fondale con illustrazioni ad acquarello creano un’esperienza di visita accogliente e suggestiva. Due installazioni multimediali per rendere il pubblico partecipe dell’attività che gli archeologi svolgono per restituire alle comunità l’identità culturale di un territorio, a partire dal momento dello scavo e successivamente del restauro e del recupero del patrimonio. “Il Museo – conclude la Soprintendenza – intende così riaffermare i valori di una cultura che è un diritto costituzionalmente garantito per tutti e diventare un riferimento preciso per un progetto di sviluppo del territorio pienamente compatibile e condiviso con le comunità locali”.

Il museo, ospitato nel monumentale Castello della Badia, risalente nella sua prima fase al IX secolo, venne istituito nel 1975 e divenne da subito un efficace presidio di controllo del territorio contro gli scavatori clandestini, che in quegli anni depredavano sistematicamente le importanti necropoli della Maremma laziale. Nel 1999, con la sottoscrizione della Convenzione Stato – Enti Locali, si costituì il Parco naturalistico archeologico di Vulci, una delle prime esperienze di questo tipo in Italia.

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