Mense, spunta l’ipotesi di creare delle nuove fasce

Mense, spunta l’ipotesi di creare delle nuove fasce

Sembra di nuovo un buco nell'acqua la riunione odierna della quarta commissione sulle mense. Spuntano fuori altri problemi: dalle famiglie che ancora non hanno presentato l'Isee (il 50%), alle nuove fasce, fino alla presenza di bambini non residenti a Viterbo (30%)

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Nonostante un inizio di mattinata turbolento, la quarta commissione prende vita e si inizia a parlare dei costi delle mense scolastiche. Presenti al dibattito tantissimi genitori, curiosi di sapere se quest’anno potranno pagare un po’ meno i pasti dei loro figli. Il problema, a quanto pare, risiede tutto nel numero di fasce individuate per i pagamenti. Chi ha un reddito Isee di 15mila euro annui, fanno sapere, spende mille euro all’anno.

La prima proposta che arriva è quella di aumentare il numero delle fasce, in modo che la più alta non sia di 25mila euro, ma di più. Intanto spunta un altro problema: 600 famiglie su 1200 non hanno ancora presentato il modello Isee. Sono quelle famiglie che dalla simulazione hanno visto di essere comunque nella fascia più alta e hanno deciso di non presentare neanche il modello. Peccato che le fasce siano ancora modificabili e il loro apporto potrebbe aiutare il Comune a capire come farlo.

“La sensazione dei genitori è che la manovra sulle mense abbia poco a che fare con la giustizia sociale, facendo pagare di più a chi ha di più. Piuttosto è diffusa la convinzione che si tratti di un’azione per generare un risparmio nelle casse comunali” interviene Chiara Frontini di Viterbo 2020. Gli risponde subito Delli Iaconi: “Vogliamo solo distribuire in modo più equo il costo del servizio”. Gli fa eco Moricoli: ”In bilancio abbiamo messo più soldi che in passato, quindi non vogliamo affatto fare cassa”.

“Poi la minoranza – chiosa Delli Iaconi – giustamente si arrampica come può sugli specchi”. Scatta la protesta dell’opposizione: Quando la delibera è arrivata in consiglio comunale non è stata presentata così”. Poco dopo gli animi si placano e si torna alla discussione sui costi per le famiglie, ma spunta un altro problema: quello dei bambini “forestieri”, le cui famiglie non risiedono a Viterbo. Il 30 per cento del totale.

Secondo Paolo Simoni di Oltre le Mura, queste famiglie dovrebbero pagare di più e i residenti di meno. Un attimo di perplessità, poi interviene Tofani a fare chiarezza e propone di non farsi dare i soldi dalle famiglie, ma un contributo di solidarietà dai Comuni di appartenenza. “Perché i cittadini vengono a usufruire di servizi – osserva Tofani – senza per questo voler penalizzare nessuno, soprattutto i bambini. Penso ad esempio a Vitorchiano, che è un serbatoio del comune di Viterbo”.

 

Intanto fino al 31 dicembre verranno applicate le tariffe attuali, mentre le nuove approvate ad agosto scatteranno dal primo gennaio. Anche qui però ci sono dei dubbi sul da farsi, uno lo palese Gianmaria Santucci: “Arrivati al primo gennaio, quando partiranno le nuove tariffe, nella delibera si parla di andare a saldo, fra tariffe attuali e quelle nuove. Ovvero, far pagare gli arretrati. Assurdo, quindi chiederete di votare al consiglio comunale di togliere questa parte. Ma chi vota di non pagare gli arretrati? Ecco perché vi dico continuate a sperimentare, ma lasciamo le vecchie tariffe e si cambia dal prossimo anno”.