Mense scolastiche, l’opposizione in Procura

Mense scolastiche, l’opposizione in Procura

Mense scolastiche, i consiglieri d'opposizione a Palazzo dei Priori presentano un esposto in Procura. Hanno delle perplessità su alcuni punti che hanno portato la Serenissima ad aggiudicarsi l'appalto, per un valore di oltre 4 milioni di euro.

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comuneMense scolastiche, presentato un esposto in Procura dalle forze d’opposizione. E’ stato sottoscritto dall’ex sindaco Giulio Marini e dai capigruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini, Fondazione, Gianmaria Santucci e Fratelli d’Italia Luigi Buzzi. 

Al centro l’ipotesi di irregolarità nella gara d’appalto del valore di più di 4 milioni di euro. A Viterbo insomma le mense sembrano essere “maledette”. Si è infatti chiusa da pochi giorni un’altra vicenda giudiziaria, iniziata nel lontano 2005, proprio su questo servizio. Vicenda conclusa con la dichiarazione di prescrizione del reato di abuso d’ufficio.

Nell’esposto si sollevano perplessità sul centro cottura. In sostanza ci sono sospetti sulla proroga da due a tre mesi del periodo d’allestimento del centro. Proroga, che secondo i consiglieri, sarebbe stata concessa il giorno prima della scadenza dei termini per la presentazione delle offerte.

Altro elemento evidenziato riguarda la disponibilità del centro cottura nei tempi e nei modi previsti dal capitolato d’appalto da parte della Serenissima Ristorazione Spa di Vicenza, vincitrice dell’appalto. I consiglieri rilevano che la Serenissima, nella sua offerta, presentata nell’agosto 2013, ha dichiarato di disporre di un centro cottura da duemila pasti al giorno in località Poggino. Ma il contratto d’affitto dell’immobile sarebbe stato firmato solo il 29 novembre 2013, quindi tre mesi dopo. E nel capannone non risulta che ci fosse un centro di produzioni pasti pronto all’uso’.

Parola alla Procura.