Mazzoli: “Dallo sviluppo sostenibile passa l’occupazione e il futuro del Paese”

Mazzoli: “Dallo sviluppo sostenibile passa l’occupazione e il futuro del Paese”

Dopo aver affrontato i temi relativi alle questioni culturali del Viterbese insieme al ministro Dario Franceschini, Ieri pomeriggio il Pd ha scelto di dedicare un’iniziativa specifica ai temi dell’ambiente, mettendo a confronto le esperienze dirette di Enrico Panunzi, presidente della commissione Ambiente alla Regione Lazio e Alessandro Mazzoli, deputato Pd e membro della Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

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Dopo aver affrontato i temi relativi alle questioni culturali del Viterbese insieme al ministro Dario Franceschini, Ieri pomeriggio il Pd ha scelto di dedicare un’iniziativa specifica ai temi dell’ambiente, mettendo a confronto le esperienze dirette di Enrico Panunzi, presidente della commissione Ambiente alla Regione Lazio e Alessandro Mazzoli, deputato Pd candidato alle elezioni del 4 marzo e membro della Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

La scelta nasce dalla ferma volontà del Pd di ribadire come le tematiche ambientali siano prioritarie. E non è un caso che l’iniziativa si sia svolta ad Oriolo Romano, uno dei comuni del Viterbese più attenti da sempre alle questioni della sostenibilità dello sviluppo, tanto che a fine 2017 è stato insignito del riconoscimento di primo comune del Lazio per la raccolta differenziata. All’iniziativa erano presenti anche Luca Polizzano, segretario Pd Oriolo Romano ed Emanuele Rallo, sindaco.

“Da tempo – ha dichiarato Mazzoli – ci confrontiamo con uno squilibrio enorme a livello globale che mette a repentaglio la sostenibilità stessa della vita. Il problema è l’attuale modello di sviluppo: la crescita basata sull’uso sfrenato delle risorse sta producendo degli effetti devastanti. Siamo in presenza di un aumento della temperatura media dell’atmosfera, di scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai, della desertificazione e di un incremento grave dell’inquinamento atmosferico.

Da qui a pochi decenni la popolazione mondiale è destinata ad aumentare di diversi miliardi. Per cui se non si affronta di petto questo problema commettiamo un grave errore per noi stessi e per le generazioni futuri”.

“195 Paesi del mondo – ha continuato – hanno discusso per 20 anni e solo nel 2015 hanno firmato un accordo storico sul clima, quello di Parigi. Quando si è insediata la nuova amministrazione Usa, ha messo in discussione per prima cosa proprio questo accordo. Questo è il nuovo spartiacque tra le visioni del mondo: tra chi si fa carico di un benessere diffuso e chi pensa che il potere e la forza economica vadano gestite solo da una parte minoritaria del mondo. Di fronte a questo quadro, le questioni ambientali devono essere la priorità per una forza di sinistra e di centrosinistra”.

“E – ha rivendicato – questa è la forza politica che ha realizzato le buone pratiche. All’indomani dell’accordo di Parigi, l’Italia è stato uno dei primi Paesi del mondo a ratificarlo e in base a quello abbiamo riscritto la nuova strategia energetica nazionale che fissa al 2025 la fine dell’utilizzo del carbone. Ci siamo anche mossi sul versante dei controlli perché abbiamo approvato la riforma delle agenzie ambientali come Ispra e Arpa.

Siamo passati da un’organizzazione senza coordinamento centrale a un sistema nazionale di gestione delle politiche ambientali. Dopo oltre 20 anni, abbiamo poi approvato la legge sui reati ambientali passando dalle sanzioni amministrative al reato penale”. 

“In questa legislatura, dopo oltre 20 anni di discussioni, abbiamo – ha ricordato Mazzoli – approvato la prima legge nazionale sulla green economy. Tutti i dati dimostrano come le imprese che lavorano con le caratteristiche della sostenibilità hanno retto di più alla crisi, hanno assunto più personale e lo hanno fatto a tempo indeterminato. Hanno quindi un valore aggiunto notevole. E su questa strada dobbiamo continuare contando sempre di più sui principi e gli obiettivi dell’economia circolare. Questa legislatura ha reintrodotto in modo massicio anche gli eco bonus che hanno consentito di sviluppare investimenti enormi per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. Da quando sono stati riattivati, ogni anno sono stati investiti 27-28 miliardi di euro tra pubblico e privato, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro dalla riqualificazione del patrimonio edilizio.

A queste scelte si lega anche la legge sui Piccoli Comuni che sposta l’attenzione anche sui centri piccoli e medi che sono l’ossatura dell’Italia. Portare qui investimenti nuovi significa creare occasioni di sviluppo e di occupazione”.

“Sono passi in avanti che – ha aggiunto Mazzoli – rappresentano un avvio della politica di tutela e valorizzazione dell’ambiente, segnando un cambio di passo fondamentale nelle scelte nazionali. Da una strategia di questo tipo può nascere una nuova politica di sviluppo, guardando anche al tema del lavoro e dei nuovi lavori. Le grandi innovazioni provocano il calo della manodopera nei lavori tradizionali.

Manodopera che invece serve per le opportunità innovative che si stanno aprendo. Dobbiamo coglierle perché la ricchezza si produce con il lavoro. Che lo Stato possa dare uno stipendio a chi non lavora è una bugia pericolosa: la ricchezza si produce se c’è occupazione, altrimenti è una presa in giro. Dobbiamo invece puntare su investimenti pubblici e privati che consentano di rilanciare il lavoro. Noi del centrosinistra non accettiamo una campagna elettorale basata su slogan e bugie. Noi – ha concluso – rivendichiamo il lavoro fatto e vogliamo proseguire su questa strada. Se la smarriamo, resta solo rabbia e paura. E chi le cavalca non dà soluzioni. Noi guardiamo in faccia le persone e rispondiamo con i fatti”.

Decarta racconta la Tuscia