Mazzola: “MoRi primo partito con il 22%? È una barzelletta?”

Mazzola: “MoRi primo partito con il 22%? È una barzelletta?”

La provincia viene tirata in ballo, ma il travaso della crisi dal Capoluogo all'ente provinciale è impossibile. "Mi sa che non hanno letto bene la legge", commenta il presidente Mauro Mazzola commentando le parole spese dai consiglieri (a Palazzo dei Priori e Palazzo Gentili) Maurizio Tofani e Livio Treta.

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La provincia viene tirata in ballo, ma il travaso della crisi dal Capoluogo all’ente provinciale è impossibile. “Mi sa che non hanno letto bene la legge”, commenta il presidente Mauro Mazzola commentando le parole (qui) spese dai consiglieri (a Palazzo dei Priori e Palazzo Gentili) Maurizio Tofani e Livio Treta. Raggiungiamo il presidente al telefono, durante Sbottonati.

 

Pronto presidente, parlano Simone Carletti e Roberto Pomi..

“Sono Commissione in Provincia”

 

Ma Treta dice che non si lavora in provincia che non si fanno né Commissioni, né Consigli..

“Non so in che realtà stia Treta, io sono qui con i consiglieri di maggioranza e c’è anche la Voccia (altra consigliera di MoRi, ndr).. forse le è sfuggita (scherza, ndr) e non l’hanno chiamata in tempo”

 

Dicono che deve stare attento: “Mazzola si ravveda”..

“Mi sa che non hanno letto bene la legge.. devo stare attento a che cosa? Ricordo che siamo qui gratuitamente per dare un contributo. Io vado avanti. Ricordiamo una cosa a Treta e gli altri: ho fatto il bilancio in seconda convocazione quando c’era qualcuno con il mal di pancia, come adesso. Ci sono tatticismi politici, ma si può andare avanti uguale”.

 

Non funziona più il vecchio ricatto della crisi in Provincia per sanare quella in Comune?

“Sono caduti male. Ci stanno provando in tutti i modi a tirarmi per la giacca, non rispondo mai perché se devo entrare in discussione per ogni crisi di ogni comune, mi conviene andare a casa”.

 

Si dice che la politica sia sangue e merda, qui c’è solo merda? Chi amministra se qua tutti pensano ai tatticismi?

“Non lo so, sono uno di quelli che la politica non l’ha fatta mai con il fioretto, ma sempre con la clava. Io voglio amministrare e non voglio fare tutto il giorno i giochetti come durante l’ultimo Consiglio provinciale dell’anno passato con una interrogazione (dei MoRi, ndr) sui precari. Ecco allora mi arrabbio e rispondo. Io sono per discutere tranquillamente sulle cose: questa cosa dei precari si poteva fare o no? No, quindi basta. Comunque Viterbo è una cosa particolare: si parlano tutti sul giornale e nessuno alza il telefono”.

 

Sui precari Treta sembra aver detto che voleva assumersi la responsabilità, se Lei si prendeva dei giorni di malattia, di firmare il decreto per l’assunzione per un giorno dei 46 per tenerli in vita in vista di eventuali decreti ministeriali.. che cosa è successo?

“Lo poteva fare, ma i dirigenti si sono rifiutati di scrivere un decreto dove c’era scritto di assumere queste persone per fargli chiudere le loro pratiche perché in caso contrario ci sarebbe stato un danno erariale per l’ente. Loro non l’hanno fatto, io avrei firmato”.

 

L’interesse per i precari c’è o sono mosse politiche?

“Andavano salvati, ma non ora. Andavano salvati anni fa con atti amministrativi ad hoc. Chi dice che avevo promesso qualcosa non è vero, anche perché non ho chiesto il voto a loro ma agli amministratori. Quando li ho incontrati gli ho detto che avrei verificato e gli avrei detto la verità, cosa che ho fatto. Dovrebbero apprezzarlo, perché l’ho detta fino in fondo”.

 

Sono stati presi in giro?

“Gli ho detto la verità, ma ascoltano chi non gliela dice. È troppo facile farsi dire le bugie e crederci”.

 

Moderati e Riformisti dicono di avere il 22% del consenso..

“Che barzelletta è?”