Mauro Rotelli racconta il suo primo giorno da deputato: “Evviva la Tuscia, evviva noi”

Mauro Rotelli racconta il suo primo giorno da deputato: “Evviva la Tuscia, evviva noi”

Rotelli: "Dubbi, ansie, paure scompaiono di colpo ricordando la passione, la fatica fatta, la tua terra. Siete tutti qui con me! Ma che giornata. Ps. primo ed ultimo selfie, non si gioca più”. 

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Mauro Rotelli racconta il suo primo giorno da deputato: dalla foto di rito, all’arrivo alla Camera dei Deputati, fino al primo voto. Scheda bianca, presumibilmente, per l’elezione del presidente dell’assise che già ieri ha bloccato il Parlamento. Ma questa è la liturgia della democrazia parlamentare italiana: “Il peso delle Istituzioni – scrive Rotelli su Facebook – si sente tutto”.

“Sveglia presto, a Roma il cielo è splendido. Colazione al bar, passaggio veloce a Termini, sguardi, abbracci ed un bacio. Il taxi punta in centro, l’appuntamento con i colleghi per la foto è sulla scalette di San Luigi dei Francesi, la splendida chiesa con tre assoluti capolavori di Caravaggio. Si va a piedi da lì alla Camera, Giorgia in testa, foto, interviste, davanti Giolitti praticamente un blocco. Senza fiato l’ingresso a Montecitorio, il gruppo occupa la destra dell’emiciclo spalle alla Presidenza, scelgo di andare più in alto possibile, mi fermo alla penultima fila, sono provvisorie.

Alzo gli occhi, c’è mia madre sulla tribuna, proprio davanti a me. Mio padre ci guarda da un po’ più su… si inizia a votare, senza Presidente non si parte. Senso del dovere, onestà, abnegazione. Ve lo assicuro, il peso delle Istituzioni si sente tutto. Dubbi, ansie, paure scompaiono di colpo ricordando la passione, la fatica fatta, la tua terra. Siete tutti qui con me! Ma che giornata. Ps. primo ed ultimo selfie, non si gioca più”.