Marini sulle slide di Michelini: “Un pastrocchio, il Gobbo di Notre Dame è più aggraziato”

Marini sulle slide di Michelini: “Un pastrocchio, il Gobbo di Notre Dame è più aggraziato”

Giulio Marini interviene in maniera pesante sul documento in 55 slide presentato dall'amministrazione Michelini. L'ex sindaco ne contesta il metodo e la validità, definendo "un pastrocchio"

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Schermata 2015-01-08 alle 17.22.46In queste ore l’amministrazione Michelini ha presentato alla stampa, e quindi alla città, un documento ufficiale di bilancio sul 2014 e di cose messe in cantiere per il 2015. Un documento in 55 slide (leggi qui) su cui è intervenuto in maniera dura l’ex sindaco Giulio Marini. Quest’ultimo contesta il metodo, giudicandolo una sorta di pastrocchio rispetto al quale il Gobbo di Notre Dame risulta più aggraziato.

IL COMUNICATO DI GIULIO MARINI

Se Michelini, in virtù della trasparenza, mettesse il documento che ha presentato alla stampa dal titolo: “la città che stiamo cambiando” sul sito istituzionale, sarebbe deriso da tutti i comuni italiani.

La rendicontazione al cittadino è ormai prassi consolidata nel settore pubblico e richiesta a fine mandato per comuni e province dal decreto del 26/4/2013. Al di là della prescrizione normativa, qualunque rendicontazione volontaria deve seguire dei criteri per essere credibile, utile e soprattutto veritiera su ciò che si va raccontando ai cittadini.

La pubblicazione diffusa alla stampa dall’amministrazione Michelini, non solo è stata redatta nella più totale ignoranza delle nozioni base, dei criteri, delle linee guida, della normativa in vigore, nonché delle best practices in essere già da diverso tempo nei comuni più virtuosi e moderni, ma contiene dichiarazioni assurde di cui non si comprende nemmeno il senso logico.

Da quello che ha pubblicato, l’amministrazione Michelini sembra, innanzitutto, ignorare completamente il fatto che già dal 2007 sono state emanate dal ministero dell’Interno delle linee guida che gli enti locali devono seguire nel rendicontare il loro operato ai cittadini.

Sono previsti questi criteri per evitare che, un qualunque sindaco si alzi alla mattina e inizi a raccontare frottole alla cittadinanza, promettendo cose che non si realizzeranno mai, o far credere di avere fatto chissà che, quando non è riuscito nemmeno a raggiungere la sufficienza, solo per dare un momentaneo impulso al suo consenso elettorale. Nessuno gli vieta di farlo. Ma sono frottole, non realtà.

Se un sindaco vuole dire alla cittadinanza quanto è stato, o sarà, bravo lo deve fare in base a dei parametri precisi, sennò è una sua esclusiva opinione personale, a cui il cittadino è libero di credere o meno. Affinché un documento racconti realmente ciò che un’amministrazione ha fatto, o ciò che realisticamente può fare in futuro, è richiesta innanzitutto l’indicazione di obiettivi e non di semplici attività, corredati da appositi indicatori che ne misurino il grado di conseguimento.

Tali obiettivi, tra le altre cose, devono, quindi, essere “specifici e misurabili in termini concreti e chiari”, altrimenti sono solo chiacchiere. Sul documento diffuso da Michelini più che obiettivi troviamo riportate delle semplici attività, spesso di ordinaria amministrazione, che non dicono nulla sui risultati ottenuti o su quelli che si vogliono ottenere. Non solo.

Qui si arriva alle barzellette, dichiarando come obiettivo di gennaio 2015 di “stare in attesa dei risultati ufficiali Asl per revoca ordinanza di non potabilità”. E poiché a ogni obiettivo deve essere associato un indicatore che misuri il grado di conseguimento, chissà che i consulenti di Michelini non gli suggeriscano di indicare quanti mesi è rimasto ad aspettare il suddetto responso, con l’assurdo che l’inerzia diventi segno di produttività.

Per il sindaco delle missioni impossibili, anche questo può realizzarsi.

Tra gli obiettivi dichiarati dal comune ci sarebbero: “la partecipazione a trasmissioni televisive”, “a eventi fieristici”, e perché a questo punto non aggiungere anche una scampagnata sulle rive dell’Urcionio?

Se questi sono i parametri con cui il comune pensa di misurare la propria efficienza, la propria capacità di rispondere ai bisogni della collettività, allora dobbiamo seriamente preoccuparci. Il rendiconto o piano futuro, non si capisce bene cosa sia, redatto da Michelini è un’offesa alla governance pubblica, redatto tra l’altro in una pessima forma.

Generalmente chi commette degli errori nel redigere un documento segue una certa logica anche nello sbagliare. Qui non c’è nemmeno quella. Dopo pagine e pagine di dichiarazioni letterali sconclusionate, si danno dei numeri solo per il settore della Polizia Locale, non si sa per dire che.

Forse perché Natale è passato da poco e c’è ancora nell’aria voglia di tombolate. Michelini scrive: 6 impianti di video sorveglianza, 540 violazioni, 924 controlli ambientali. Insomma un delirio matematico di cui non si capisce il motivo, né il fine informativo. Un vero e proprio pastrocchio, senza alcuna logica, né alcun legame di senso tra le varie parti del documento, tanto che pure il Gobbo di Notre Dame apparirebbe al confronto più aggraziato nella sua deformità.

I numeri che invece ci dovevano essere non ci sono. Senza l’indicazione delle risorse finanziarie, i progetti futuri non hanno nessuna credibilità e quello che si promette è solo un libro dei sogni.

Inutile spiegare a Michelini a questo punto che su documenti di questo genere, così come nella programmazione interna delle attività amministrative dell’ente, dovrebbe essere esplicitata la visione e la missione a medio e lungo termine, i cardini della pianificazione strategica, a partire dalle quali, a cascata, dovrebbero essere indicati le priorità sulla base delle quali articolare e assegnare gli obiettivi alla struttura organizzativa.

Se il buongiorno si vede dal mattino, qui c’è da aspettarsi un’eclissi totale. Interessante sarà vedere, con queste premesse, come sarà valutata la performance dell’ente e, soprattutto, la dirigenza.